Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali                
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Nr. 3, Novembre 2007        

In questo numero:

L'ATTUALITA'
Conflitti: Premio Pimby 2007 alle battute finali
Partecipazione: In Toscana verso l’istituzionalizzazione della partecipazione

L'APPROFONDIMENTO
Energia: La realizzazione di due centrali a biomasse in provincia di Benevento

INIZIATIVE IN CORSO
Montagna: Proseguono le attività del Progetto Manumont
Energia: Al via il Tavolo sullo Sviluppo Sostenibile di Biomasse Italia
Agenda 21: Agenda 21 intercomunale dei Comuni di Gorle, Nembro, Ranica e Torre Boldone

SCAFFALE
Conflitti: Paola Briata, Sul filo della frontiera. Politiche urbane in un quartiere multietnico di Londra, Angeli, Milano, 2007

NEWS
Seminario: "Prendere sul serio la cittadinanza d'impresa: la sfida dell'accountability", 26-27 ottobre 2007, Frascati.
Convegno: "Questione ambientale e strumenti di piano e progetto: gli strumenti e le procedure di valutazione ambientale nella pianificazione e nella progettazione", 12-13 dicembre 2007, Napoli.
Formazione: Corso sui conflitti ambientali legati alla localizzazione e gestione di impianti per la produzione di energia e la gestione dei rifiuti, 26-27 febbraio 2008, Milano.

L'ATTUALITA'
Conflitti: Premio Pimby 2007 alle battute finali

Il 29 novembre verrà assegnato il premio Pimby (Please in my Backyard) promosso dall’omonima associazione. Il premio è nato con l’idea di promuovere gli enti locali che hanno accettato la localizzazione di impianti e infrastrutture a seguito di un processo decisionale trasparente. All’iniziativa, alla prima edizione, hanno aderito numerosi enti locali che hanno sottoposto alla giuria, di cui fa parte anche l’Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali, un caso particolarmente emblematico. La giuria, prima ancora che sui casi specifici, ha discusso dei principi per la valutazione dei casi, optando in particolar modo per la trasparenza e l’inclusione degli attori e dando invece minore importanza agli aspetti puramente compensativi. Un resoconto e una breve analisi dei casi premiati e segnalati sarà disponibile nel prossimo numero della newsletter.

Per informazioni: Matteo Bartolomeo (bartolomeo@avanzi.org) oppure Davide Agazzi (info@pimby.it)

Partecipazione: In Toscana verso l’istituzionalizzazione della partecipazione

Con la Proposta di legge “Norme per la partecipazione alle scelte politiche regionali e locali” la giunta della Regione Toscana prova, per la prima volta in Italia, a favorire e a dare un indirizzo alle tante esperienze di partecipazione che riguardano decisioni pubbliche.
La proposta, con l’eccezione del Dibattito Pubblico, definisce una governance leggera per le esperienze di partecipazione, che manterranno un carattere consultivo, ma, allo stesso tempo, godranno di una maggiore legittimazione grazie a una cornice istituzionale che ad oggi manca.

I contenuti più rilevanti della proposta sono essenzialmente quattro:

  • l’istituzione di un’”Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione” che avrà il compito di dare indirizzi, di rendicontare periodicamente sulle esperienze di partecipazione, di favorire lo scambio di buone pratiche.

  • la revisione delle procedure ordinarie attraverso le quali l’ente regionale definisce piani e progetti. In questo caso, questione assai rilevante, viene rafforzato l’elemento partecipativo, con una destinazione di risorse e un vincolo di risultato definito, ancora in maniera generica, “uno svolgimento efficace” dei processi partecipativi. Sarà interessante capire in che misura gli enti locali recepiranno questo indirizzo.

  • un sistema di sostegni a favore dei processi partecipativi proposti da enti locali e altri soggetti.

  • l’istituzione del Dibattito Pubblico Regionale per le questioni più rilevanti e le opere a maggior impatto a livello regionale (per esempio autostrade, ferrovie, grandi progetti di trasformazione territoriale, …).


  • L’ultimo punto - che ha attirato grande interesse ma che, a nostro avviso, non sembra l’elemento di maggiore interesse - appare come l’elemento più delicato della proposta di legge. Il Dibattito Pubblico, mutuato dall’esperienza francese del Débat Public, prevede una discussione aperta tra proponente e stakeholder nella fase preliminare del progetto. Il dibattito avrà scopo informativo e non decisionale e lascerà al proponente la facoltà di rinunciare al progetto, apportare modifiche oppure difendere la proposta. E’ presto per giudicare dell’efficacia di questo istituto, appare tuttavia evidente che alcune differenze tra contesto italiano e contesto francese (quest’ultimo caratterizzato da una forte autorevolezza delle istituzioni, in particolare quelle preposte ai controlli, e una maggiore coesione rispetto a progetti strategici) potrebbero determinare risultati non attesi. Il legame tra dibattito pubblico, disegno partecipativo del progetto/piano e revisione delle procedure ordinarie è tutto da costruire e rappresenta un terreno importante per l’efficacia della riforma.

    L'APPROFONDIMENTO
    Energia: La realizzazione di due centrali a biomasse in provincia di Benevento

    Nel caso delle due centrali a biomasse nei Comuni di Reino e San Salvatore Telesino in provincia di Benevento emergono due elementi che ormai sono abbastanza ricorrenti in processi localizzativi di impianti: la psicosi da impianto da parte delle comunità locali (sebbene in alcuni casi ben motivata visto le contraddizioni dei progetti e la carenza di informazioni a loro disposizione) e l’incapacità a preparare il terreno da parte dei proponenti e degli enti pubblici. Questi due aspetti tendono quindi a bloccare il processo decisionale facendo intervenire sempre nuovi elementi di contrasto. L’analisi della vicenda parte dal momento di maggiore contrasto, le dimissioni del Presidente della Giunta provinciale, grande sostenitore dei due progetti in quanto ispirati ad una visione del territorio sannita come luogo di innovazione e alta tecnologia. Le dimissioni avvengono in contrasto con una decisione del Consiglio provinciale che, sotto la spinta emotiva e la pressione dei Comuni e dei Comitati locali, si esprime contro la realizzazione dei due impianti. Il caso prende, quindi, in esame le principali questioni di contrasto tra oppositori e sostenitori e ricostruisce le fasi salienti fino allo stato attuale delle cose e cioè alla sospensione del procedimento autorizzativo da parte della Regione Campania, motivata dalla necessità di effettuare una verifica di compatibilità dei due progetti con il Piano regionale della qualità dell’aria di recente approvazione. Non v’è dubbio che sulla decisione della Regione abbia sicuramente inciso il clima sociale che si era creato intorno ai due progetti e alle pressioni ricevute in occasione di un’audizione pubblica presso alcune commissioni competenti della Consiglio regionale.

    Scarica il caso completo (solo per gli utenti registrati all'area riservata del sito dell'Osservatorio).

    INIZIATIVE IN CORSO
    Montagna: Proseguono le attività del Progetto Manumont

    Dopo gli incontri di presentazione del progetto per l’elaborazione dei Piani di Manutenzione della Montagna tenutisi nel corso del mese di maggio presso le Comunità Montane della Valchiavenna e del Baldo, il Gruppo di Lavoro Multidisciplinare ha provveduto a svolgere le analisi dei documenti di piano e della cartografia esistente e le analisi degli attori locali interessati dal Piano. L’esito di queste attività è stato raccolto nel Profilo Strutturale del Piano di Manutenzione che è stato presentato pubblicamente il 19 e il 20 novembre presso le sedi delle due Comunità Montane. In particolare, l’analisi degli attori locali, i cui esiti sono raccolti nella Relazione di orientamento iniziale, è stata svolta nel periodo maggio-settembre con una serie di interviste faccia a faccia a circa 40 soggetti interessati (20 per ciascuna Comunità Montana). L’analisi degli attori locali ha messo in evidenza da un lato quali siano i principali fattori di criticità considerati prioritari dalla comunità locale e dall’altro quali siano i livelli di complessità e densità del network degli attori locali. Negli stessi giorni sono state avviate le discussioni sul Profilo Strategico del Piano di Manutenzione con gli attori locali ai quali è stato chiesto di contribuire alla costruzione dello Scenario di Riferimento e alla definizione degli obiettivi strategici e specifici del Piano.

    Vai al sito del progetto:(www.adbpo.it)

    Energia: al via il Tavolo sullo Sviluppo Sostenibile di Biomasse Italia

    Biomasse Italia, una delle principali imprese che operano nel territorio crotonese, ha avviato, dalla primavera 2007, un progetto per affermarsi ancora di più come un’impresa cittadina del territorio. Non solo quindi un’impresa che crea occupazione ed è capace di attivare un indotto significativo, ma un soggetto che opera a stretto contatto con gli attori locali per creare occasioni di sviluppo dell’intero territorio crotonese. Il Tavolo sullo Sviluppo Sostenibile sarà lo strumento principale attraverso il quale Biomasse Italia dialogherà con i numerosi attori del territorio al fine di inquadrare problemi e identificare azioni concrete da avviare o rafforzare insieme a quanti stanno già lavorando con impegno per lo sviluppo sostenibile del territorio. Il 25 ottobre si è tenuto il primo incontro di presentazione del Tavolo a cui hanno partecipato numerosi attori tra cui Prefettura Crotone, Regione Calabria, Provincia di Crotone, Comune di Crotone, Comune di Strangoli, Arpacal, Parco scientifico & tecnologico Crotone, Università Unical, Ufficio Scolastico Provinciale Crotone, Confindustria Crotone, Coldiretti Crotone, Legambiente Crotone, Sindacati (CGIL, CISL, UIL). Nell’ambito di tale progetto Biomasse Italia si avvarrà dell’esperienza e delle competenze degli esperti di Avanzi e dell’Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali. Oltre al Tavolo, il progetto prevede anche la redazione del Bilancio di Sostenibilità e la valutazione del contesto territoriale locale attraverso il Modello a 4 capitali.

    Agenda 21: Agenda 21 intercomunale dei Comuni di Gorle, Nembro, Ranica e Torre Boldone

    Il 28 Novembre inizierà ufficialmente con il Forum di apertura il processo di Agenda 21 Locale dei comuni di Gorle, Nembro, Ranica e Torre Boldone. Il Forum è stato preceduto da una serie di iniziative che hanno coinvolto i tecnici comunali, i giornalisti, le scuole ed entra ora nel vivo con il coinvolgimento attivo dell’intera cittadinanza. Nel corso della giornata è infatti previsto che i partecipanti inizino immediatamente a prendere parte operativamente del processo che sarà avviato da un Open Space Technology.
    Obiettivo dell’OST sarà quello di iniziare a definire le tematiche più importanti per l’area interessata dal progetto, fornendo di fatto una serie di utili indicazioni per i futuri gruppi di lavoro tematici che inizieranno ad operare nel mese di dicembre e termineranno le proprie attività nel corso della primavera del 2008. E’ già previsto che nel corso del primo incontro dei gruppi di lavoro verranno presentate le prime questioni emergenti dal Rapporto sullo Stato dell’Ambiente, la fotografia socio – ambientale dell’area interessata dal processo.

    SCAFFALE
    Conflitti: Paola Briata, Sul filo della frontiera. Politiche urbane in un quartiere multietnico di Londra, Angeli, Milano, 2007

    Il testo di Paola Briata analizza il caso di un quartiere multietnico di Londra, Spitalfields, sullo sfondo delle politiche di rigenerazione urbana avviate in Gran Bretagna nel corso degli anni Novanta. In particolare, il lavoro di Paola Briata si pone due interrogativi principali: il primo riguarda le relazioni tra popolazione immigrata e territorio, e viene istruito attraverso una riflessione sui temi della comunità, della cultura, delle differenti forme di appartenenza e delle molteplici traiettorie dell’integrazione; il secondo è attento nello specifico agli esiti delle politiche di rigenerazione dei quartieri costruite con il coinvolgimento diretto degli attori locali, in un contesto particolare e connotato come quello del quartiere di Spitalfields a Londra, abitato dalla più ampia comunità bengalese d’Europa. Per rispondere a questi quesiti, il testo si basa, oltre che su una ampia ricostruzione documentaria e bibliografica, anche su una lunga esperienza sul campo.
    Il libro prende quindi le mosse da una descrizione del contesto problematico delle politiche di rigenerazione urbana, per poi ricostruire la storia e l’evoluzione del quartiere di Spitalfields dal XVII secolo a oggi, prestando particolare attenzione all’evoluzione e alla modificazione dei caratteri della comunità insediata che, dopo differenti processi migratori successivi, si configura come multietnica, con una forte connotazione data dalla presenza della comunità bengalese. In seguito, il testo ricostruisce i termini del dibattito su multiculturalismo e forme di convivenza urbana, con uno sguardo non più concentrato sul caso di studio, ma capace di rileggere e reinterpretare alcuni approcci che hanno caratterizzato sia le retoriche che le politiche nel corso degli ultimi anni, alla luce di approfondimenti dalla letteratura sociologica e antropologica.
    Infine, nel terzo capitolo, il testo torna a concentrarsi su Spitalfields, e cerca di leggere gli esiti delle politiche intraprese in questo conteso urbano alla luce delle riflessioni fatte precedentemente. Due elementi rilevanti emergono nella parte conclusiva: la complessa dinamica tra visibilità e invisibilità nel determinare situazioni di conflittualità locale e la distinzione tra forme e modi del multiculturalismo, elemento caratterizzante di qualunque società locale, e società multietnica, con le sue modalità di interazione proprie dei differenti contesti urbani europei.

    NEWS
    Seminario: "Prendere sul serio la cittadinanza d'impresa: la sfida dell'accountability", 26-27 ottobre 2007, Frascati.
    Al seminario internazionale annuale organizzato da Cittadinanza Attiva il tema era la trasparenza, declinato in vari modi nelle diverse sessioni. Una di queste era dedicata al trasparenza nei conflitti, prevalentemente quelli ambientali e territoriali. Le presentazioni di Alfonso Gianni (Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico), Matteo Bartolomeo (Avanzi - Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali), e Fulvio Rossi con Pietro Vicentini (TERNA) hanno trovato piena convergenza nel sottolineare quanto la trasparenza dei processi decisionali permetta la prevenzione e ricomposizione dei conflitti. Ne sono scaturite implicazioni per le imprese, per le pubbliche amministrazioni e per il regolatore. Per informazioni: Matteo Bartolomeo (
    bartolomeo@avanzi.org)

    Convegno: "Questione ambientale e strumenti di piano e progetto: gli strumenti e le procedure di valutazione ambientale nella pianificazione e nella progettazione", 12-13 dicembre 2007, Napoli. (Locandina)

    Formazione: Corso sui conflitti ambientali legati alla localizzazione e gestione di impianti per la produzione di energia e la gestione dei rifiuti, Milano 26-27 febbraio 2007. (Locandina)

    Segnalaci le tue news ed iniziative sul tema dei conflitti ambientali e territoriali via mail a info@avanzi.org.

    Hanno contribuito a questo numero della Newsletter:
    Matteo Bartolomeo
    Matteo Zulianello
    Piero Giugni
    Carolina Pacchi
    Sara Seravalle

    Per maggiori informazioni:
    Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali (www.conflittiambientali.it)
    c/o Avanzi Srl (www.avanzi.org)

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