Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali                
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Nr. 3, novembre 2004        

In questo numero:

L'ATTUALITA'
Biotecnologie: L'etichettatura UE sui cibi transgenici riapre il dibattito sugli OGM
Aeroporti: Voli notturni: DHL cambia strategia di sviluppo
Aeroporti: Il Consiglio di Stato dà ragione all’Associazione dei Comuni Aeroportuali (ANCAI)

L'APPROFONDIMENTO
Rifiuti: La questione rifiuti in Campania tra crisi di sistema e conflitti locali
Energie: Lo sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia: comunità locali e ruolo dei media
Aeroporti: Accettabilità locale degli aeroporti: quando il conflitto col territorio è legato alla governance d’impresa

INIZIATIVE IN CORSO
Energie: Decalogo per favorire l'accettabilità degli impianti di produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili
Rifiuti: Linee guida per favorire l'accettabilità della localizzazione degli impianti per la gestione dei rifiuti
Partecipazione: L'Osservatorio e Avanzi tra i fondatori della Retepartecipazione
Accordi: Protocollo d'Intesa tra l'Osservatorio e La Casa dei Cittadini di Forlì

NEWS
Formazione: Corso di formazione sulla prevenzione e gestione dei conflitti ambientali, 21-22 ottobre 2004 - Napoli
Sorridere: Per sorridere e riflettere sull’escalation dei conflitti
Convegni: Intervento dell'Osservatorio e di Avanzi ad Ecomondo 2004, 4 novembre 2004 - Rimini
Pubblicazioni: "Conflittualità locale nei processi di localizzazione", su Politeia, anno XX, n.74-2004
Convegni: Giornata Annuale di studi INU Campania 2004
Concorsi: Concorso Nazionale di Progettazione Partecipata e Comunicativa

L'ATTUALITA'
Biotecnologie: L'etichettatura UE sui cibi transgenici riapre il dibattito sugli OGM

La recente approvazione da parte dell’UE dell’obbligo di etichettatura per i cibi transgenici e il conseguente decreto del Governo italiano proposto dal Ministero delle Politiche Agricole sulle regole per la coltivazione degli organismi geneticamente modificati (OGM) hanno riacceso il dibattito sulle biotecnologie in campo agroalimentare.
Il caso degli OGM può essere considerato un caso di conflitto ambientale ad alta incertezza scientifica e con un’elevata percezione del rischio. L’impatto derivante dall’immissione di OGM in natura per fini commerciali, anche se da un certo punto di vista può essere benefico a breve termine, non è del tutto prevedibile nel lungo periodo.
Le opportunità e i rischi sono molteplici sia dal punto di vista ambientale che socioeconomico e coinvolgono numerosi temi di dibattito: l’impatto ambientale delle pratiche agricole OGM, i rischi sulla salute umana, la lotta alla fame e alla malnutrizione nei paesi poveri, la conservazione della biodiversità, lo sviluppo economico dei paesi poveri, il potere delle multinazionali e i brevetti sugli OGM, le questioni etiche legate alla manipolazione di piante e animali, lo sviluppo della ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica e la competitività delle economie nazionali.
Anche le posizioni dei vari attori in gioco sono numerose e diverse sia a livello internazionale che europeo e nazionale. In Italia da un lato abbiamo parte della comunità scientifica, delle imprese biotecnologiche e delle forze politiche più orientate verso il libero mercato e la libertà d’impresa. Dall’altro abbiamo la gran parte delle associazioni degli agricoltori, gli ambientalisti e le forze politiche più orientate ad una regolamentazione del mercato a favore di una maggiore tutela del consumatore finale in base al principio di precauzione. Inoltre, circa il 70% dei consumatori si dichiara contrario agli OGM e 13 regioni e oltre 1000 enti locali hanno dichiarato il loro territorio libero da OGM.

Aeroporti: Voli notturni: DHL cambia strategia di sviluppo

DHL, la società di Deutsche Post che si occupa delle consegne rapide, ha deciso di ridurre il ruolo del proprio centro logistico di Bruxelles (per spostarlo in Germania a Leipzig o a Vatry, in Francia). Il centro logistico di Bruxelles non dovrebbe chiudere, ma verrà ridimensionato da hub europeo a hub regionale. Svaniscono così, per chi sperava in un esito diverso della vicenda, le possibilità che l’aeroporto di Bruxelles Zavantem diventasse, nel 2008, il principale centro logistico globale della DHL.
È questo il risultato di un lungo braccio di ferro che ha visto come attori principali DHL, la società di gestione dell’aeroporto, gli enti locali, i comitati dei residenti, i sindacati e il primo ministro belga, sceso in campo alla ricerca di una soluzione in extremis.
La questione, anche per chi non conosce la vicenda da vicino, è intuibile e ruota intorno al problema dei voli notturni e quindi del rumore. Non è stato, infatti, trovato un accordo a causa dell’irrigidimento di DHL che, secondo alcuni osservatori, non ha voluto mai prendere in considerazione l’ammodernamento degli aerei, per adottare velivoli meno rumorosi. Ma per litigare bisogna essere almeno in due: anche gli enti locali sono stati duramente criticati, avendo prima concesso licenze edilizie nelle immediate vicinanze delle piste e successivamente appoggiato le proteste dei residenti.
Sarà quindi fortemente ridimensionata l’operatività di un’impresa di una certa importanza per l’economia locale, con una perdita stimata (dai sindacati e dallo European Restructuring Monitor – European Foundation for the Improvement of Living and Working Conditions) di 1.700 posti di lavoro, tra quelli diretti e quelli riferibili all’indotto.

Aeroporti: Il Consiglio di Stato dà ragione all’Associazione dei Comuni Aeroportuali (ANCAI)

Le società di gestione degli aeroporti dovranno realizzare piani più efficaci di prevenzione del rumore e dovranno prevedere un accantonamento del 5% e un impegno di spesa per una quota non inferiore al 5% dei fondi iscritti in bilancio per attivita' di manutenzione e di potenziamento delle infrastrutture da utilizzare per interventi di contenimento e abbattimento del rumore. Sono questi in sintesi i contenuti della sentenza del Consiglio di Stato (Sentenza n. 5822/2004) che dà ragione ai piccoli comuni che hanno fatto fronte unico, con la costituzione di un’apposita associazione, per respingere il ricorso di SEA che aveva chiesto l’annullamento della sentenza n.3382/2002 con la quale il Tar del Lazio ha respinto il ricorso proposto vontro il decreto del Ministro dell’Ambiente 29 novembre 2000 (G.U. 6 dicembre 2000, n.285), recante “Criteri per la predisposizione da parte delle società e degli enti gestori dei servizi pubblici di trasporto e delle relative infrastrutture, dei piani degli interventi di contenimento e abbattimento del rumore”.

Per il sito dell’associazione ANCAI, che raggruppa circa 45 comuni: http://users.libero.it/ancai.

Per il testo della sentenza: www.ambientediritto.it/sentenze/2004/CdS/lug-dic/Cds%202004%20n.5822.htm.

L'APPROFONDIMENTO
Rifiuti: La questione rifiuti in Campania tra crisi di sistema e conflitti locali

Fino ai primi anni novanta, il ciclo di gestione dei rifiuti in Campania è caratterizzato da un sistema basato sulla raccolta, il trasporto e lo smaltimento in discarica e gestito principalmente dai Comuni e da piccole imprese.
Nel 1994 la Regione viene commissariata dal Governo sulla gestione dei rifiuti ed inizia una fase di transizione che prevede il sequestro e la chiusura delle discariche e la realizzazione di un sistema industriale centralizzato fondato sulla termovalorizzazione.
Nel 1996-97 viene elaborato il Piano Rifiuti da parte della Regione e a partire dal 2000 inizia la sua messa in opera (attualmente non ancora realizzata del tutto) dopo l’affidamento, tramite gara, ad un unico gestore privato, la FIBE. L’implementazione del Piano è caratterizzata sia da situazioni di emergenza strutturale che da conflitti ben localizzati e causati dalla necessità di realizzare degli impianti per lo stoccaggio, il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti. Situazioni di emergenza si verificano nel 2001, 2003 e 2004 a causa del mancato completamento del ciclo e in particolare degli sbocchi finali. Mancano prima le discariche normali, poi gli impianti di termovalorizzazione e le discariche per lo smaltimento del FOS e del sovallo dopo la costruzione degli impianti di produzione di CDR.
Accanto a queste situazioni di emergenza emergono anche numerosi conflitti intorno alla localizzazione degli impianti previsti dal Piano. Il più clamoroso è quello del termovalorizzatore di Acerra. Le opposizioni locali riescono a bloccare l’inizio dei lavori per quasi quattro anni, ma davanti alla necessità di completare definitivamente il ciclo ed evitare ulteriori crisi di sistema in futuro, il Commissariato decide, dopo un ultimo tentativo di mediazione, di intervenire con la forza e fa aprire i cantieri di notte e in un giorno di metà agosto con la scorta di circa 1200 uomini delle forze dell’ordine.
La vicenda dei rifiuti in Campania è caratterizzata da alcune criticità relative alla pianificazione di settore, la modalità di gestione del ciclo, l’approccio decisionale in fase di elaborazione e implementazione del Piano, all’informazione, comunicazione e coinvolgimento degli attori locali e alle scelte impiantistiche e localizzative.

Scarica il caso completo completo (solo per gli utenti registrati all'area riservata del sito dell'Osservatorio).

Energie: Lo sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia: comunità locali e ruolo dei media

La realizzazione di impianti di produzione energetica comporta vantaggi ambientali significativi, concerne progetti di pubblica utilità, è caratterizzata da un livello di rischio ridotto e si sviluppa attraverso una tecnologia semplice e di immediata comprensione. Ciononostante questi progetti sono spesso accompagnati da conflittualità da parte delle comunità locali. Questo accade perché i fattori che influenzano negativamente le dinamiche conflittuali sono solo in parte legate alle caratteristiche dell’impianto.
Per identificare tali dinamiche è stata realizzata un’indagine dell’Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali con la collaborazione di APER, su una serie di articoli pubblicati nel primo quadrimestre del 2004. L’esito è stato presentato a Genova durante un convegno internazionale sullo sviluppo delle energie rinnovabili tenutosi nel mese di luglio. Le aree di indagine della rassegna stampa hanno riguardato la localizzazione degli impianti, i mezzi d’informazione coinvolti (quotidiani e riviste locali o sovralocali), la ricorrenza degli articoli. Particolare attenzione è stata posta alle tipologie di impianti che comportano maggiore conflittualità, all’identificazione delle categorie di oppositori (locali, nazionali, ambientalisti, comitati,…) e al motivo dell’opposizione.

Scarica l'abstract completo.

Per altre informazioni sul rapporto Lo sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia dell’Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali: zulianello@avanzi.org

Aeroporti: Accettabilità locale degli aeroporti: quando il conflitto col territorio è legato alla governance d’impresa

I protagonisti del dibattito sulla Corporate Social Responsibility da anni sostengono come l’armonia tra impresa e territorio debba passare innanzitutto da una rivisitazione del concetto (e della sua traduzione pratica) di corporate governance, che nella sua accezione più moderna dovrebbe essere interpretata come governo d’impresa allargato agli stakeholder.
Nel caso di un aeroporto la questione è di una certa rilevanza. L’aeroporto ha infatti impatti estremamente significativi, sia positivi che negativi, sulle comunità locali che lo ospitano; è quindi legittima l’aspirazione dei sindaci e di altri attori di contare di più e di poter influenzare le decisioni strategiche di un attore economico un po’ speciale.
Le società di gestitone sono tipicamente dei monopolisti con una spiccata natura pubblico-privata, agendo in regime di concessione e avendo tra gli azionisti gli enti locali, talvolta con il 100% delle quote, in altri casi con una maggioranza relativa in assemblea.
La ricomposizione e la prevenzione dei conflitti si incrocia evidentemente proprio con l’assetto proprietario e altre forme di controllo (possibilità di esprimere uno o più consiglieri di amministrazione).
La recente analisi sull’Accettabilità Locale degli Aeroporti condotta dall’Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali, considera anche la questione della proprietà, partendo dai dati dell’annuario statistico dell’ENAC, che su questa materia fornisce indicazioni interessanti. Le scoperte, anche se non si tratta di sorprese eclatanti, sono numerose. Tra queste citiamo il caso della società di gestione degli aeroporti milanesi, la SEA (Malpensa e Linate) che ha in mano oltre il 25% della quota di passeggeri che transitano negli scali italiani. Questa la ripartizione delle quote: Comune di Milano 84,56%, Provincia di Milano 14.56%, altri azionisti 0,88%.
Ci troviamo quindi di fronte a una situazione, non unica, di evidente asimmetria che, a nostro avviso, ha riflessi importanti sulla conflittualità tra SEA e comuni della cintura intorno all’Aeroporto di Malpensa. I piccoli comuni non hanno voce in capitolo nella formazione e applicazione delle decisioni strategiche delle società di gestione degli aeroporti e cercano spazi alternativi con proteste che alcune volte risultano clamorose.

Scarica l'abstract completo.

Per altre informazioni sul rapporto Accettabilità Locale degli Aeroporti dell’Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali: bartolomeo@avanzi.org

INIZIATIVE IN CORSO
Energie: Decalogo per favorire l'accettabilità degli impianti di produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili

Il decalogo trae origine da un workshop tenutosi a Milano il 30 settembre 2003, organizzato dall'Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali, Avanzi e dall'APER, l'associazione che rappresenta i produttori di energia da fonti rinnovabili. Il presente decalogo contiene delle raccomandazioni evidenziate da diversi attori prima del workshop (attraverso interviste mirate), durante il workshop stesso e nei contatti che hanno seguito l'evento. Il decalogo ha l'obiettivo di mettere in evidenza gli elementi comuni tra gli interessi dei diversi attori e di suggerire comportamenti che favoriscano la comprensione e il dialogo aperto tra gli attori stessi. Affinché il decalogo rappresenti uno strumento efficace al conseguimento degli obiettivi sopra enunciati, viene richiesto ai produttori, alle associazioni, ai rappresentanti istituzionali degli attori locali, regionali e nazionali di firmare in calce questo documento. Il documento verrà ampiamente diffuso presso la stampa e i firmatari verranno coinvolti nell'avviare iniziative per favorire l'applicazione del decalogo.

Scarica il documento completo.

Rifiuti: Linee guida per favorire l'accettabilità della localizzazione degli impianti per la gestione dei rifiuti

La gestione dei servizi ambientali e, in particolare, la gestione dei rifiuti, e' un ambito ampiamente investito dalle problematiche legate all'accettabilita' e al consenso sociale. I processi decisionali che riguardano la gestione dei rifiuti generano spesso la cosiddetta sindrome NIMBY ( Not In My Back Yard), secondo cui, anche in presenza di progetti di pubblica utilita', le comunita' presenti sul territorio tendono a opporsi alla localizzazione di impianti e infrastrutture "nel proprio giardino". Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, i progetti che tendono ad alimentare maggiormente un clima conflittuale a livello locale sono la localizzazione di impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti, siano essi impianti di incenerimento, discariche o impianti di compostaggio. Queste linee guida intendono fornire indicazioni utili a quanti vogliano gestire in maniera preventiva le situazioni di conflitto ambientale e territoriale relative alla gestione dei rifiuti.

Accedi alle linee guida (solo per gli utenti registrati all'area riservata del sito dell'Osservatorio).

Partecipazione: L'Osservatorio e Avanzi tra i fondatori della Retepartecipazione

L’Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali e Avanzi sono tra i fondatori della Retepartecipazione. La Rete si propone tra i suoi obiettivi quello di creare cultura intorno ai temi della partecipazione con il coinvolgimento dei numerosi enti, società, centri di ricerca, istituti, università che sono attivi in questo settore e la sensibilizzazione della pubblica amministrazione interessata ad investire su questi temi e approcci. Tra il 2003 e il 2004, la Rete ha organizzato diversi incontri durante i quali si sono sperimentate alcune tecniche di indagine e facilitazione tra cui l’”Action Evaluation” e l’”Open Spritz Technology”. Gli incontri si sono tenuti in diverse città tra cui Milano, Bologna, Firenze e Venezia. Il prossimo incontro dovrebbe tenersi a Napoli nel 2005.

Per conoscere meglio le attività della Retepartecipazione collegati al suo sito internet www.retepartecipazione.it.

Accordi: Protocollo d'Intesa tra l'Osservatorio e la Casa dei Cittadini di Forlì

L'Osservatorio e la Casa dei Cittadini di Forlì hanno recentemente stipulato un Protocollo d'Intesa i cui punti essenziali sono:

  • scambio di informazioni sui casi di conflitti sulla localizzazione di impianti in provincia di Forlì–Cesena
  • sperimentazione sugli indici di qualità della comunicazione giornalistica in materia di informazione ambientale
  • diffusione del Decalogo per favorire l’accettabilità degli impianti di produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili
  • organizzazione di iniziative formative e di intervento sulle modalità di gestione pacifica dei conflitti collettivi
  • .

    Scarica il Protocollo d'Intesa.

    NEWS
    Formazione: Corso di formazione sulla prevenzione e gestione dei conflitti ambientali, 21-22 ottobre 2004 - Napoli
    Scarica tutti i materiali del corso dall'area riservata del sito internet dell'Osservatorio (per accedere all'area riservata è necessario registrarsi).

    Sorridere: Per sorridere e riflettere sull’escalation dei conflitti
    Una breve animazione di Bruno Bozzetto, Neuro, in cui un aeroporto fa solo da sfondo ad una faida condominiale. Protagonisti: il rumore, l’intolleranza e l’assenza di dialogo. Scaricala qui: www.bozzetto.com/neuro.htm.

    Convegni: Intervento dell'Osservatorio e di Avanzi ad Ecomondo 2004, 4 novembre 2004 - Rimini
    Matteo Bartolomeo ha partecipato al Forum "Le politiche energetiche del futuro: accettabilità sociale, territorio, salute del cittadino, tre variabili chiave per lo sviluppo delle rinnovabili e la gestione dei rifiuti".

    Pubblicazioni: "Conflittualità locale nei processi di localizzazione", su Politeia, anno XX, n.74-2004
    Matteo Bartolomeo e Carolina Pacchi affrontano diversi temi tra cui il rapporto tra CSR e il coinvolgimento degli attori, il ruolo positivo del conflitto tra gli attori e i costi legati alla conflittualità locale.

    Convegni: Giornata Annuale di studi INU Campania 2004
    Il 10 dicembre 2004 avrà luogo a Napoli Giornata Annuale di studi INU Campania 2004
    sul tema "Metropoli in transizione. Innovazioni, Pianificazione e Governance per lo sviluppo delle Grandi Aree Urbane del Mezzogiorno".

    Concorsi: Concorso Nazionale di Progettazione Partecipata e Comunicativa
    INU, WWF e ANCI promuovono la terza edizione del Concorso Nazionale di Progettazione Partecipata e Comunicativa 2004-2006. Il bando, in fase di stesura, sarà pubblicizzato nel primo semestre del 2005.

    Hanno contribuito a questo numero della Newsletter:
    Matteo Bartolomeo
    Matteo Zulianello
    Piero Giugni
    Carolina Pacchi
    Sara Seravalle

    Per maggiori informazioni:
    Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali (www.conflittiambientali.it)
    c/o Avanzi Srl (www.avanzi.org)

    Via Rossetti 9, cap. 20145, Milano, tel. 02-36518110, fax 02-36518117
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