Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali                
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Nr. 2, Novembre 2009        

In questo numero:

L'ATTUALITA'
Urbanistica: Piano Casa recepito dalle Regioni, le prime valutazioni
Energia: Nucleare, l'Agenzia per la sicurezza

L'APPROFONDIMENTO
Libro Bianco: Conflitti territoriali e grandi infrastrutture
Infrastrutture: La Gronda di Genova. Affrontare il conflitto nella progettazione delle infrastrutture

INIZIATIVE IN CORSO
Partecipazione: Ricerca Irer - Avanzi sui processi partecipati in Lombardia
Territorio: il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale della Regione Puglia

SCAFFALE
Società e territorio: R. Solnit, Un paradiso all'inferno. Le straordinarie comunità solidali dei terremoti e di altri disastri, Fandango Libri, Roma, 2009

NEWS
Convegno: La conferenza di Copenhagen e la sfida climatica, 6 novembre, Torino.
Convegno: Incontro sul nucleare, 11 novembre, Milano.
Evento: Settimana Europea di Riduzione dei Rifiuti, 21-29 Novembre.

L'ATTUALITA'
Urbanistica: Piano Casa recepito dalle Regioni, le prime valutazioni

Nello scorso numero della newsletter ci domandavamo quali sarebbero stati i risvolti del recepimento e dell'attuazione del Piano Casa. Dopo qualche mese è possibile trarre qualche prima conclusione.
Per esempio sul ruolo delle Regioni che inizialmente dimostratesi contrarie al provvedimento, ne hanno quasi tutte recepito i contenuti, pur in assenza della circolare esplicativa ministeriale. L'assenza di una legislazione urbanistica nazionale è causa ancora una volta di una molteplicità di modelli attuativi che sembrano orientati più alla sensibilità politica dei diversi amministratori regionali piuttosto che a un disegno strategico complessivo. Per questo motivo appare azzardato parlare di un Piano Casa nazionale: meglio dire che sono stati per ora promossi diversi Piani Casa regionali. Con contenuti abbastanza eterogenei legati da un filo comune promosso per l'appunto a livello nazionale.
I primi esiti ci dicono comunque che quasi tutte le Regioni che per ora hanno legiferato, nella migliore delle ipotesi con leggi solo di poco migliorative rispetto a quella nazionale, hanno accettato che l'intervento rispondesse alla logica di reazione alla crisi economica. Questo fatto appare tuttavia grave perché le ripercussioni sul territorio rischiano di andare ben oltre gli orizzonti dellacrisi, arrivando a destituire il valore di "bene pubblico" del patrimonio paesaggistico e territoriale, lasciando unicamente spazio a un'accezione di mercato dello stesso, a ben vedere apprezzata dai soggetti privati.

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Energia: Nucleare, l'Agenzia per la sicurezza

Negli ultimi mesi si è tornati a parlare di energia nucleare e tra annunci più o meno roboanti viene prospettato un ritorno all'energia atomica in un periodo di breve medio termine. Tra i pochi elementi interessanti che potrebbero rappresentare una novità nel modus operandi, sembra esserci la volontà di costituire un'Agenzia per la sicurezza nucleare sul modello dell'US Nuclear Regulatory Commission e di altre agenzie a livello europeo. La novità rispetto ai passati tentativi è che a questo soggetto, costituito da esperti di ENEA e ISPRA, sarà affidato, oltre ai tradizionali compiti di sorveglianza necessari per la tutela del territorio, anche la responsabilità della comunicazione e del coinvolgimento delle comunità locali.
Sembra quindi esserci la volontà di superare la logica che ha caratterizzato l'operato dell'esecutivo negli anni passati, quando si tentò di imporre a una regione (Basilicata) e a un comune (Scanzano Jonico), con totale mancanza di efficacia, l'accettazione del deposito definitivo dei residui radioattivi relativi alla passata attività di produzione e ricerca nucleare. Fondamentale appare quindi ancora una volta il ruolo delle Regioni il cui appoggio dovrà essere cercato nel confronto con il Governo sui temi dell'accettabilità, del disegno della strategia e non ultimo sulla gestione delle compensazioni.

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L'APPROFONDIMENTO
Libro Bianco: Conflitti territoriali e grandi infrastrutture

Il tema dei conflitti territoriali è entrato finalmente nell'agenda politica. Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le iniziative volte a capire le cause dei conflitti e, soprattutto, a individuare percorsi per la loro ricomposizione. Avanzi, TRT e il Consorzio Metis del Politecnico di Milano hanno contribuito al dibattito con la proposta di Libro Bianco su Conflitti Territoriali e Infrastrutture di Trasporto. Al Libro Bianco si affiancano alcuni documenti pubblicati quasi in contemporanea, che affrontano il tema da angolature diverse tra cui: a) il rapporto 2009 di italiadecide (iniziativa a-partisan promossa da alcuni autorevoli esponenti politici quali Amato, Violante, Ciampi e Tremonti) dedicato a "Le politiche pubbliche per le infrastrutture di interesse nazionale", b) le proposte di Confindustria relative alla "Riforma Infrastrutturale", presentate a fine settembre 2009 e c) le Osservazioni e Proposte su "Partecipazione e consenso per la realizzazione di opere e reti infrastrutturali" a cura della Commissione Grandi Opere e Reti Infrastrutturali del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro. Pur con alcune differenze, riscontriamo in questi lavori più di un denominatore comune, anche frutto del dialogo che ha contraddistinto la preparazione di alcuni di questi documenti. Innanzitutto la considerazione che i conflitti territoriali sono un fatto fisiologico che, se opportunamente trattato, può avere ricadute positive sui processi decisionali. In secondo luogo si fa strada l'idea, condivisa anche da proponenti e concessionari, che gli attori debbano essere coinvolti nelle fasi iniziali dei processi decisionali, condizione necessaria per la prevenzione e la ricomposizione dei conflitti. I documenti divergono invece sulle modalità di implementazione delle proposte messe in campo. Alcuni parlano di iniziative legislative, mentre altri propongono la promozione di osservatori specifici e periodi di sperimentazione. In ogni caso, la speranza è quella di fare dei passi in avanti sul tema. La metodologia proposta nel Libro Bianco è quindi da considerarsi a disposizione per chi voglia effettuare dei primi significativi test. Chi volesse inviarci commenti e osservazioni può farlo scrivendo a Matteo Zulianello (zulianello@avanzi.org) e Davide Agazzi (agazzi@avanzi.org).


Scarica il caso completo .

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Infrastrutture: La Gronda di Genova. Affrontare il conflitto nella progettazione delle infrastrutture

Per la prima volta in Italia si è provato ad affrontare il potenziamento di un'infrastruttura autostradale attivando un confronto strutturato con la comunità locale e con il territorio nella fase preliminare della progettazione. Il modello che è stato sperimentato si rifà esplicitamente al débat public francese, uno strumento che sin dai primi anni '90 ha posto l'attenzione su strumenti e sistemi di governance in grado di gestire al meglio i processi decisionali relativi a infrastrutture di carattere strategico.
L'attivazione del processo riconosce ufficialmente (forse per la prima volta) che la realizzazione dell'infrastruttura causa impatti (sociali, economici, ambientali e paesaggistici) sulle comunità locali e che le stesse comunità locali devono avere un ruolo all'interno del iter decisionale e progettuale.
Alcuni aspetti di questa esperienza, come per esempio la certezza dei tempi (3 mesi, da febbraio ad aprile 2009) e delle risorse messe a disposizione (200.000€ di cui il 65% a carico di Autostrade per l'Italia e il 35% a carico del Comune di Genova) risultano estremamente interessanti e degni di essere citati come importanti passi avanti per affrontare in modo laico il tema della realizzazione di infrastrutture in Italia. Innovazioni importanti, che tuttavia si sono dovute confrontare con i punti di debolezza relativi all'assenza di un quadro legislativo nazionale, all'impossibilità da parte del proponente di far valutare "l'opzione zero", dell'effettiva partecipazione al confronto da parte di tutti gli attori realmente interessati al potenziamento dell'infrastruttura.


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INIZIATIVE IN CORSO
Partecipazione: Ricerca Irer - Avanzi sui processi partecipati in Lombardia

Il Consiglio Regionale ha commissionato ad IRER una ricerca sulle attività di partecipazione attivate in Lombardia nel corso degli ultimi anni. IRER ha proposto ad Avanzi e all'Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali di partecipare alla ricerca grazie alle competenze acquisite sul campo in oltre un decennio di attività.
La ricerca mira a presentare alcuni casi interessanti attraverso i quali sarà possibile individuare gli elementi di successo e i fattori critici del fare partecipazione. L'obiettivo è quello di fornire al Consiglio un documento che consenta di formulare indirizzi efficaci per la promozione dei processi partecipati sulla base delle indagini effettuate nel campo dell'Agenda 21, della pianificazione territoriale, delle valutazioni ambientali, dei piani di governo settoriali (rifiuti, Cave, Energia, …).

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Territorio: Dil Piano Paesaggistico Territoriale Regionale della Regione Puglia

Nell'ambito delle attività di coinvolgimento della società locale e di interazione con i portatori di interesse per l'elaborazione del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale della Regione Puglia, il Consorzio Metis è attualmente impegnato in particolare in due attività: il Premio per la valorizzazione di buone pratiche di tutela e valorizzazione del paesaggio agrario e nel campo dell'architettura, dell'urbanistica e delle infrastrutture e il Manifesto dei Produttori di paesaggio. Il Premio per buone pratiche riguarda due ambiti: tutela e valorizzazione del paesaggio agrario, anche a fini turistici da un lato e opere di architettura, interventi urbanistici e infrastrutturali dall'altro. Per "buone pratiche" si intendono azioni, interventi, opere (già realizzati o in fase avanzata di attuazione, e di cui dunque siano documentabili i risultati) significativi in termini di miglioramento della qualità del paesaggio e che possono servire come riferimento per iniziative analoghe. Attraverso di esse la società pugliese contribuisce alla valorizzazione e tutela del proprio paesaggio e del proprio ambiente di vita.
L'iniziativa del Premio rafforza l'impostazione del Piano come strumento non solo tecnico. La costruzione del nuovo Piano vuole essere infatti anche un evento nel quale la società pugliese, nelle sue diverse articolazioni, si senta effettivamente coinvolta, perché la tutela e la valorizzazione del paesaggio ci riguarda tutti come operatori delle trasformazioni territoriali, come attori delle politiche e come abitanti.
Maggiori informazioni sul premio e sulle prossime scadenze si possono trovare all'indirizzo: (paesaggio.regione.puglia.it)

Il Manifesto d'intenti - rete dei produttori di paesaggio è un processo, con elevato grado di interattività e carattere concertativo, che, attraverso alcuni incontri mirati e strutturati con i produttori di paesaggio e altre forme di interazione e confronto a distanza, ha l'obiettivo di:

  • creare un gruppo di produttori di paesaggio
  • creare un gruppo di sensibilizzatori ai temi del PPTR
  • declinare in azioni concrete principi e intenti di carattere generale

I gruppi di lavoro sono così suddivisi: costruttori, cavatori (attività estrattiva), responsabili infrastrutture; operatori del turismo, commercio e mobilità dolce; operatori del settore agricolo e della prima trasformazione e del settore agroalimentare, operatori dell'industria e delle attività produttive in stretto rapporto col territorio (aree ecologicamente attrezzate, …); operatori dell'energia (generazione, trasmissione, distribuzione). Il percorso di elaborazione del Manifesto, che ha portato a una prima bozza distribuita nel corso delle Conferenze d'Area del luglio 2009, è attualmente ancora in corso.

SCAFFALE
Comunità e territorio: R. Solnit, Un paradiso all'inferno. Le straordinarie comunità solidali dei terremoti e di altri disastri, Fandango Libri, Roma, 2009

Il testo di Rebecca Solnit, uscito in questa edizione italiana corredato da un saggio sulla situazione dell'Aquila nei mesi successivi al terremoto, prende spunto da alcuni grandi disastri ambientali o altri eventi catastrofici avvenuti in Nord America nel corso dell'ultimo secolo, per interrogarsi sulle possibilità inedite di costruzione di legami sociali e di sviluppo di forme di solidarietà collettiva che avvengono appunto nel periodo successivo a questi eventi catastrofici.
Attraverso una ricca ricostruzione documentale e la raccolta di numerose testimonianze, Solnit prende in esame in particolare cinque avvenimenti, di cui tre relativamente meno noti, o almeno più lontani nella memoria collettiva: il terremoto di San Francisco del 1906; l'esplosione di una nave carica di munizioni di fronte alla costa di Halifax, in Canada, del 1916; il terremoto di Città del Messico del 1985; gli ultimi due, invece, più recenti e presenti nel discorso pubblico, in particolare negli Stati Uniti: l'attacco alle Torri Gemelle del settembre 2001 e il passaggio dell'uragano Katrina lungo le coste del Golfo del Messico e la successiva inondazione di New Orleans, dell'agosto 2005. In ciascuno di questi casi, pur nella diversità dei contesti e dei periodi storici di riferimento, a fronte di reazioni non sempre all'altezza della situazione, e in alcuni casi, come quello di Katrina, addirittura controproducenti da parte delle autorità, Solnit osserva come una risposta alle situazioni di difficoltà sia sempre sorta direttamente, e spontaneamente, da parte delle stesse comunità coinvolte. Le situazioni disastrose portano con sé una rottura delle routines e delle abitudini quotidiane, che può essere paragonabile per alcuni versi a quella che avviene durante le festività civili e religiose (nel testo si fa riferimento, ad esempio, al festeggiamento del Carnevale, ma anche ad altre festività); inoltre, la situazione di difficoltà, di carenza delle risorse più elementari, favorisce l'aggregazione spontanea e la costruzione di piccole comunità che si mobilitano direttamente, in modo specifico e contestuale, anche al di là, appunto, delle forme di intervento più istituzionalizzato.
Come viene ricordato nel saggio sull'Aquila in appendice, a cura di Andrea Spila, "il disastro causa una sorta di choc sociale che interrompe le modalità di comportamento abituali e e istituzionalizzate e rende le persone disponibili alla trasformazione sociale e personale".

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NEWS
Convegno: La conferenza di Copenhagen e la sfida climatica, 6 novembre, Torino.
In vista della prossima conferenza sul clima di Copenaghen a dicembre 2009, Centro Eistein di Studi Internazionali, Centro Sereno Regis e Movimento Federalista Europeo organizzano il convegno-dibattito dal titolo "La conferenza di Copenhagen e la sfida climatica". .
Maggiori informazioni su Eco delle Città:
Vai al sito

Convegno: "Incontro sul nucleare", 11 novembre, Milano.
Mercoledì 11 novembre dalle 14 alle 16 si terrà alla Casa dell'energia di Milano, in piazza Po 3, l'incontro "Ritorno al Nucleare? La gestione delle compensazioni al territorio". Interverrà Lanfranco Senn, direttore Certet, Centro di economia regionale dei trasporti e del turismo-Università commerciale L.Bocconi.
Per maggiori informazioni:
Vai al sito

Evento: "Settimana Europea di Riduzione dei Rifiuti", 21-29 Novembre.
La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti è un'iniziativa per promuovere maggiore consapevolezza sulle eccessive quantità di rifiuti prodotti e sulla necessità di ridurli drasticamente. Possono partecipare tutti: organizzazioni, amministrazioni pubbliche, aziende private ma anche singoli cittadini. Basta impegnarsi a ridurre i rifiuti prodotti tra il 21 e il 29 novembre 2009. Per scegliere l'impegno da prendere durante la Settimana
visita il sito

Segnalaci le tue news ed iniziative sul tema dei conflitti ambientali e territoriali via mail a info@avanzi.org.

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Hanno contribuito a questo numero della Newsletter:
Matteo Bartolomeo
Matteo Zulianello
Carolina Pacchi
Sara Seravalle

Per maggiori informazioni:
Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali (www.conflittiambientali.it)
c/o Avanzi Srl (www.avanzi.org)

Via Francesco D'Ovidio 3, cap. 20131, Milano, tel. 02-36518110, fax 02-36518117

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