Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali                
Newsletter                
     www.conflittiambientali.it
Nr. 2, Ottobre 2008        

In questo numero:

L'ATTUALITA'
Energia: Pubblicato il Rapporto energia ambiente 2007 di ENEA
Conflitti: Tav, il peso delle parole
Energia: Il nuovo rigassificatore di Rovigo

L'APPROFONDIMENTO
Conflitti: Prevenzione e ricomposizione dei conflitti ambientali: dalle sperimentazioni alla piena legittimazione dei processi a più voci

INIZIATIVE IN CORSO
Sostenibilità: Verde come Vela, in viaggio per mostrare e dimostrare il vivere sostenibile
Pianificazione: Dorsale Verde Nord Milano. Un sistema di parchi tra Adda e Ticino per l'equilibrio ecologico della metropoli Milanese
Rifiuti: Il termovalorizzatore di Modena e il progetto MONITER

SCAFFALE
Partecipazione: T. Vitale (a cura di), In nome di chi? Partecipazione e rappresentanza nelle mobilitazioni locali, Franco Angeli, Milano, 2007

NEWS
Convegno: "Dire e Fare", 12-15 Novembre 2008, Firenze.
Settimana della democrazia locale: "Governare con i cittadini. Democrazia locale, partecipazione, neo-civismo", 14-16 Ottobre, Reggio Emilia.

L'ATTUALITA'
Energia: Pubblicato il Rapporto energia ambiente 2007 di ENEA

Il 31 luglio è stato presentato il rapporto annuale Energia e Ambiente di ENEA. Nel documento sono affrontate molte delle questioni relative alle scelte energetiche Italiane ed Europee: dalla consapevolezza di dover implementare quanto prima gli obiettivi contenuti nel protocollo di Kyoto a causa del manifestarsi sempre più evidente dei cambiamenti climatici in atto, alla necessità di una maggiore diversificazione delle materie prime di approvvigionamento per l'eccessiva dipendenza dal petrolio e dalle fluttuazioni del costo del greggio; dall'efficienza energetica e dallo sviluppo di nuove tecnologie all'aumento della produzione da fonti rinnovabili. Un paragrafo è dedicato all'accettabilità degli impianti. Viene sottolineato che le trasformazioni territoriali possono essere accettate soltanto in un clima di fiducia tra istituzioni e attori locali dove l'informazione e la comunicazione rivestono un ruolo importante tanto quanto la definizione di strategie energetiche a livello nazionale e regionale: "La realizzazione di un'infrastruttura dalla più grande alla più piccola necessita infatti di regole chiare e di un consenso costruito sulla partecipazione alle scelte" e ancora "È difficile infatti chiedere il consenso su scelte di operatori privati, che inevitabilmente trovano difficoltà a livello locale, senza che tali scelte siano inquadrabili e leggibili all'interno di un percorso elaborato a livello nazionale, fatto proprio dallo Stato, condiviso e diramato sul territorio attraverso le amministrazioni decentrate". Per la lettura completa del rapporto rimandiamo al sito internet di ENEA (www.enea.it)

back to top
Conflitti: Tav, il peso delle parole

Il 29 giugno tutte le maggiori testate nazionali hanno titolato dell'accordo raggiunto tra Governo e Sindaci della Val Susa sulla realizzazione della linea TAV Torino - Lyon. La Tav quindi si farà.
Forse.
I quotidiani sembrano certi della realizzazione della nuova linea quando invece le posizioni dell'Osservatorio (che è l'organo tecnico di supporto al Tavolo Politico) risultano ancora molto diversificate: il punto 3 dell'accordo titola "Convergenze sulle fasi progettuali, divergenze su quelle realizzative". Anche nelle conclusioni si sottolinea come l'articolazione delle posizioni sulla realizzazione dell'opera "permane e trova le sue radici in una effettiva diversificazione di orientamenti presenti nelle varie collettività locali: non può quindi essere arbitrariamente semplificata e tanto meno ignorata" concludendo che "l'orizzonte temporale dei prossimi mesi potrà consentire di progettare la progettazione ovvero di definire il calendario di attività e tutte quelle specifiche e quegli adempimenti che possono dare concretezza alle indicazioni che in questo documento sono state esposte". La forzata interpretazione del documento da parte dei media ha spinto poi molti dei Consigli Comunali della valle che erano chiamati a pronunciarsi sul documento, seppur in modo consultivo, a prenderne le distanze. A fine luglio già 11 Consigli si sono espressi negativamente. Nel mentre il 29 luglio si è riunito a Palazzo Chigi il Tavolo Istituzionale che, facendo proprie le conclusioni presentate dall'Osservatorio, da avvio alla seconda fase relativa alla progettazione degli interventi con lo scopo di:

  • valutare interventi di potenziamento del trasporto locale
  • definire azioni volte al riequilibrio modale per il trasporto merci
  • avviare le procedure di progettazione preliminare per la nuova linea Torino Lione sulla base di una governance unitaria, coinvolgendo fin dal principio tutti gli organi di governo interessati

back to top
Energia: Il nuovo rigassificatore di Rovigo

Si conclude finalmente dopo un lungo percorso il viaggio dell'impianto di rigassificazione oggi installato al largo della costa di Rovigo. Viaggio reale e metaforico contemporaneamente: l'Italia si dota dopo circa 40 anni di un secondo impianto di rigassificazione (che va ad affiancare quello di La Spezia) che consentirà una maggiore diversificazione nell'approvvigionamento di gas naturale. L'impianto costruito ad Algeciras, sullo stretto di Gibilterra, è stato inaugurato, il 20 settembre 2008 presso il terminale di Porto Viro alla presenza delle alte cariche dello Stato.
L'impianto, di proprietà di Terminale GNL Adriatico Srl (Qatar Terminal Limited al 45%, Exxon Mobil Italiana Gas al 45% e Edison al 10%), è ancorato a 15km dalla costa veneta e si presenta attualmente come il più grande impianto off-shore destinato alla rigassificazione.
La sicurezza per l'approvvigionamento della materia prima, una delle preoccupazioni da parte degli oppositori del progetto, dovrebbe essere garantita dalla presenza degli investitori esteri all'interno della società (il Qatar si configura oggi come il più grande giacimento al mondo di gas naturale).
Resta tuttavia qualche perplessità sulle scelte programmatiche intraprese (individuate in modo bipartisan da centrodestra e centrosinistra). Se la diversificazione dell'approvvigionamento dovrebbe infatti scongiurare situazioni critiche a breve termine, resta preoccupante a livello nazionale il fronte Kyoto il cui costo al momento è stimato tra i 23 e i 27 miliardi di euro (fonte Ministero dell'Ambiente) e che la rigassificazione non aiuta di certo a ridurre.

back to top
L'APPROFONDIMENTO
Conflitti: Prevenzione e ricomposizione dei conflitti ambientali: dalle sperimentazioni alla piena legittimazione dei processi a più voci

La conflittualità in Italia ha raggiunto forme particolarmente allarmanti. Di per sé i conflitti sono caratteristici di società evolute, che prestano importanza alle questioni ambientali, che hanno raggiunto una elevata coscienza critica. Certo è che in Italia, accanto alla proliferazione dei conflitti non si è sviluppata una cultura della ricomposizione dei conflitti stessi. Le cause dei conflitti sono molteplici e molto si è scritto e dibattuto, anche nell'ambito delle attività dell'Osservatorio per la Gestione dei Conflitti Ambientali e Territoriali. Qui vale la pena di fare un breve richiamo, lasciando invece un po' di spazio alle pratiche emergenti e alle azioni attivabili per superare le impasse. I conflitti ambientali sono normalmente attribuiti alla iniqua distribuzione di benefici e di danni tra gli attori che sono investiti da un determinato progetto, alla mancanza di canali diretti di comunicazione tra le parti, agli obiettivi di breve periodo che determinano l'azione di proponenti e politici. Si tratta di cause non originali del contesto italiano, che invece ha maturato delle sue peculiarità. Altre invece sono specifiche del contesto italiano o assumono una rilevanza tutta speciale. Si fa riferimento a cause quali il deficit infrastrutturale, il potere politico poco coraggioso, la densità degli insediamenti e la scarsa cultura alla trasparenza e alla collaborazione. Queste, oltre ad interventi legislativi inefficaci come la Legge Obiettivo e il Decreto Sblocca Centrali, densificano le arene dei conflitti e ne determinano la difficile gestione.


Scarica il caso completo (solo per gli utenti registrati all'area riservata del sito dell'Osservatorio).

back to top
INIZIATIVE IN CORSO
Sostenibilità: Verde come Vela, in viaggio per mostrare e dimostrare il vivere sostenibile

Verde come Vela è il viaggio a tappe in barca a Vela che mostra e dimostra il vivere sostenibile: attraverso l'innovazione tecnica, comportamentale e organizzativa è davvero possibile ridurre in maniera significativa gli impatti sull'ambiente.
La barca è attrezzata con le migliori tecnologie amiche dell'ambiente e rappresenta un'importante vetrina delle innovazioni applicabili alla nautica, al settore della casa e agli stili di vita.
Il progetto si ispira a valori forti e condivisi: Sostenibilità & Bellezza, Innovazione & Competitività, Qualità & Efficienza, Rispetto & Reciprocità
Nell'edizione 2008, la barca di Verde come Vela navigherà dal 7 agosto fino a novembre per 600, miglia toccando 15 porti. Verde come Vela organizza insieme a partner di prestigio molti incontri, conferenze, dibattiti e mostre per sensibilizzare il mondo della nautica, i cittadini e le istituzioni sui temi dello sviluppo sostenibile.


Per maggiori informazioni: www.verdecomevela.it

back to top
Pianificazione: Dorsale Verde Nord Milano. Un sistema di parchi tra Adda e Ticino per l'equilibrio ecologico della metropoli Milanese

La Dorsale Verde del Nord Milano è un progetto promosso dalla Provincia di Milano che prevede la messa a sistema degli spazi aperti verdi, unendo i molti parchi esistenti con le aree agricole ormai residuali in un territorio massicciamente urbanizzato, in un'infrastruttura ecologica che attraversa tutte le città del nord di Milano.
Con questa stessa consapevolezza la Provincia di Milano ha disegnato la Dorsale Verde, come visione di riferimento di lungo termine per il futuro sostenibile del Nord Milano. Il progetto della Dorsale è stato immaginato per rafforzare i parchi esistenti mettendoli in relazione e collegandoli, per difendere i territori dell'agricoltura, per orientare e guidare nuovi progetti di difesa e ricostruzione ecologica degli spazi aperti degradati e abbandonati, per costruire le condizioni tecniche, culturali e pratiche per un'estesa e durevole riqualificazione ambientale ed ecologica della metropoli milanese.
Il progetto prevede oltre al coinvolgimento delle Amministrazioni Comunali coinvolte, la realizzazione nei mesi di ottobre e novembre di alcuni momenti di confronto e partecipazione diretta degli attori locali.
Per avere maggiori dettagli sul progetto, sulle date degli incontri e sui materiali prodotti rimandiamo al sito internet del progetto Per maggiori informazioni: www.dorsaleverde.it

back to top
Rifiuti: Il termovalorizzatore di Modena e il progetto MONITER

La Regione Emilia Romagna, Assessorato Politiche per la Salute e Assessorato Ambiente e Sviluppo Sostenibile, con il supporto di ARPA e la collaborazione di numerosi altri dipartimenti territoriali (Servizio Regionale di Sanità Pubblica; Servizio Regionale Risanamento Atmosferico, Acustico, Elettromagnetico; Servizio Regionale Comunicazione, Educazione Ambientale, Agenda 21 locale; Agenzia Sanitaria regionale; Dipartimenti di Sanità Pubblica delle AUSL) ha avviato il progetto MONITER, MONitoraggio degli Inceneritori nel Territorio dell´Emilia Romagna.
Lo studio è teso a individuare gli aspetti ambientali e sanitari nelle aree circostanti gli inceneritori presenti sul territorio regionale (8 in tutta la Regione, compreso l'impianto del Comune di Modena), in modo tale da approfondire temi non ancora sufficientemente trattati dalla letteratura scientifica e da rispondere al senso di incertezza sempre crescente tra la cittadinanza nel momento in cui si affronta la tematica dell'incenerimento dei rifiuti.
Per maggiori dettagli sui risultati finora ottenuti e sugli obiettivi dello studio rimandiamo al sito internet di Moniter

SCAFFALE
T. Vitale (a cura di), In nome di chi? Partecipazione e rappresentanza nelle mobilitazioni locali, Franco Angeli, Milano, 2007

La forte presenza sulla scena urbana e nel dibattito pubblico di forme forse inedite di azione collettiva, attraverso una mobilitazione diretta di natura più o meno conflittuale di attori locali, pone alle scienze sociali diversi interrogativi, importanti se non si vogliono bollare sommariamente tali forme come espressione di egoismi locali da un lato, ma nemmeno cedere a facili e acritici entusiasmi nei confronti di ogni forma di mobilitazione in quanto tale.
Il testo curato da Tommaso Vitale mette al centro della propria attenzione il rapporto tra modalità della partecipazione e forme di rappresentanza nelle mobilitazioni locali della tarda modernità. La tensione tra queste due polarità, snodi cruciali di ogni discorso politico, assume infatti una particolare rilevanza e si declina negli anni più recenti secondo linee in parte inedite: il saggio introduttivo di Tommaso Vitale restituisce la ricchezza del dibattito sul tema, mettendo a fuoco in particolare il rapporto tra partecipazione e rappresentanza da un lato e forme di mobilitazione locale dall'altro; il saggio riflette sulle possibili accezioni del concetto di mobilitazione (contestazione, rivendicazione, produzione diretta di beni pubblici) nonché sulla rilevanza della dimensione locale che assumono alcune forme di mobilitazione, senza dimenticare tuttavia gli importanti legami a rete con forme di mobilitazione di livello sovra-locale e, in alcuni casi, sovra-nazionale. In secondo luogo l'introduzione approfondisce il rapporto tra forme di mobilitazione e dimensione conflittuale, con una particolare attenzione nei confronti del contesto, la città, in cui esse avvengono. Infine il saggio propone alcune riflessioni sulle tensioni tra partecipazione (di cui viene riconosciuta appieno la natura ambigua, tra legittimità e uguaglianza) e rappresentanza, approfondendo in particolare i cambiamenti avvenuti, non solo in Italia, a valle della crisi dei partiti di massa. Sul secondo aspetto, quello della rappresentanza, il saggio non manca di sottolineare come essa non possa essere vista che come l'esito di un processo complesso di selezione e legittimazione, e non certo come un dato immediato. Il saggio introduttivo propone quindi una serie di articolazioni teoriche all'interno delle quali leggere i saggi di cui è composto il volume.
Il testo si articola poi in una serie di saggi autonomi, alcuni più vicini a studi di caso, impegnati quindi a descrivere situazioni, soggetti sociali o specifici contesti di politiche (Halpern sulle mobilitazioni per l'aeroporto di Parigi; Membretti sul rapporto tra il CSA COX 18 a Milano e il quartiere; Carrel su deliberazione e forme di contro-potere) o concentrati su alcune realtà territoriali (Nardacchione sui movimenti urbani a Buenos Aires; Andretta su Palermo e Firenz; Montagna sul ruolo dei CSA nel Nord Est); altri di natura più trasversale, mirati a mettere in luce una questione (Cefaï sul ruolo del quartiere come risorsa o posta in gioco dell'azione collettiva; Mosca sul dilemma della rappresentanza) o a costruire uno sfondo problematico nel quale situare criticamente i temi di interesse del testo (Meyer sui movimenti urbani nell'era neoliberista, Eliasoph sulla rappresentazione dell'impegno nella comunità).
Nel complesso il testo offre un approccio ricco e sfaccettato alla questione della tensione tra partecipazione e rappresentanza nelle mobilitazioni, senza cercare di fornire risposte definitive e chiuse, ma riconoscendo opportunamente l'ampiezza dello spettro semantico che contraddistingue ciascuno dei concetti. La riflessione su casi e situazioni tipiche, nei diversi contesti locali, offre a sua volta vivacità e spessore interpretativo al quadro complessivo.

back to top
NEWS
Convegno: "Dire e Fare", 12-15 Novembre 2008, Firenze. Vai al sito

Settimana della democrazia locale: "Governare con i cittadini. Democrazia locale, partecipazione, neo-civismo", 14-16 Ottobre, Reggio Emilia. Scarica la brochure


Segnalaci le tue news ed iniziative sul tema dei conflitti ambientali e territoriali via mail a info@avanzi.org.

Hanno contribuito a questo numero della Newsletter:
Matteo Bartolomeo
Matteo Zulianello
Carolina Pacchi

Per maggiori informazioni:
Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali (www.conflittiambientali.it)
c/o Avanzi Srl (www.avanzi.org)

Via Francesco D'Ovidio 3, cap. 20131, Milano, tel. 02-36518110, fax 02-36518117
info@avanzi.org

Per essere cancellati dalla mailinglist e non ricevere più la Newsletter inviare un' e-mail a info@avanzi.org con oggetto "cancellami dalla mailinglist Newsletter".