Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali                
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Nr. 2, luglio 2005        

In questo numero:

L'ATTUALITA'
Valutazione: Valutazione economica dei beni ambientali e partecipazione dei cittadini: il caso di Trento
Energia: La decisione del Consiglio di Stato riapre il dibattito sull'eolico
Rifiuti: Gli italiani e la gestione dei rifiuti

L'APPROFONDIMENTO
Rifiuti: Il Piano Sperimentale ad Alta Sostenbilità Ambientale per la Gestione dei Rifiuti della Provincia di Benevento
Infrastrutture: Tangenziale Est Esterna di Milano
Coste: La realizzazione di porti turistici nell’isola di Caprera

INIZIATIVE IN CORSO
Pianificazione: La pianificazione partecipata e il ruolo delle province
Rifiuti: Al via le attività per la costituzione del Tavolo di Garanzia del Piano Provinciale Gestione Rifiuti della Provincia di Modena
Formazione: Corso di formazione sulla prevenzione e gestione dei conflitti ambientali

SCAFFALE
Publicazioni: D. della Porta (a cura di), Comitati di cittadini e democrazia urbana, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2004

NEWS
Osservatorio: Forum on-line sui conflitti ambientali
Eventi: Retepartecipazione
Concorsi: Concorso Nazionale di Progettazione Partecipata e Comunicativa

L'ATTUALITA'
Valutazione: Valutazione economica dei beni ambientali e partecipazione dei cittadini: il caso di Trento

Durante un recente seminario organizzato presso Avanzi sulla valutazione dei beni pubblici e ambientali, abbiamo avuto modo di scoprire interessanti sinergie tra gli approcci partecipativi e l’uso delle tecniche di valutazione economica dei beni pubblici.
Il caso che ha offerto questa prospettiva - presentato da Chiara Travisi, ricercatrice presso il Politecnico di Milano - riguarda la valutazione della disponibilità a pagare di alcuni cittadini di Trento per la realizzazione di opere di mitigazione del rumore di un tratto cittadino della linea ferroviaria del Brennero.
Gli intervistati sono chiamati ad esprimere le proprie preferenze per due o più scenari di policy alternativi (nella fattispecie, due o più ipotesi d’intervento di mitigazione del rumore), ciascuno descritto da un set di attributi rilevanti, uno dei quali descrive il costo dello scenario per l’intervistato. Gli attributi variano da scenario a scenario e sono combinati in modo tale che gli intervistati debbano risolvere il problema di scelta in termini di trade-off tra attributi.
L’applicazione di questo metodo accompagna un percorso partecipativo in cui i cittadini sono chiamati a discutere di diverse opzioni di mitigazione, con profili tecnici ed economici diversi.

Per maggiori dettagli: chiara.travisi@polimi.it

Scarica l'abstract dello studio.

Eolico: La decisione del Consiglio di Stato riapre il dibattito sull'eolico

La recente decisione del Consiglio di Stato che ha sbloccato la costruzione di un impianto eolico a Varese Ligure ha riproposto il dibattito sullo sviluppo dell’energia eolica in Italia.
L’argomento oppone due fronti distinti. Da un lato il governo, le associazioni ambientaliste più note (Legambiente e WWF), le imprese del settore e molti comuni a favore degli impianti eolici e dall’altro alcune regioni (Sardegna, Puglia, Veneto), Italia Nostra ed altre organizzazioni del mondo ambientalista, tra cui il Comitato Nazionale per il Paesaggio, preoccupate dell’impatto paesaggistico di tali impianti.
Ma il vero nodo della questione, non è tanto lo sviluppo dell’energia eolica in sé, su cui più o meno tutti concordano, ma quanto sulla localizzazione degli impianti che in alcuni casi è stata proposta senza criterio in luoghi incontaminati e senza rispetto dell’ambiente e del paesaggio circostante.
Sul dibattito incide anche l’aumento del costo del petrolio, che sta rendendo più competitivo l’eolico. Infatti, un chilowattora da petrolio costa circa 5 centesimi, mentre uno da eolico tra i 6 e gli 8 centesimi. Ma considerando i costi derivanti dagli eventuali danni ambientali, il vantaggio dell’eolico risulterebbe maggiore.
In questo quadro alcune cose sembrano muoversi: il WWF e l’Anev (l’associazione dei produttori di energia eolica) annunceranno tra breve un’intesa a sostegno della compatibilità tra sviluppo dell’eolico e conservazione della natura e del paesaggio; il Presidente della Regione Puglia ha precisato che la richiesta di moratoria avanzata dalla Regione stessa è limitata a quattro mesi in attesa dell’approvazione del Piano energetico nazionale; e anche all’interno di Italia Nostra si profila un’inversione di rotta ponendo come centrale la riflessione sui criteri localizzativi e non più un’opposizione di principio.
Su tutta la questione pesano gli impegni fissati dal Protocollo di Kyoto e ripresi dal Consiglio di Stato che ha affermato che il principio della produzione di energia da fonti rinnovabili è un impegno internazionale assunto dallo Stato italiano per la lotta ai gas serra.

Rifiuti: Gli italiani e la gestione dei rifiuti

La Nuova Energia ha recentemente pubblicato i risultati di un’indagine effettuata su un campione di 727 italiani sul tema della gestione dei rifiuti. Andando ad analizzare i dati emerge una situazione di poca conoscenza del problema, legata alla costituzione di preconcetti da parte dei rispondenti influenzati spesso da una qualità dell’informazione spesso troppo generalista. Quasi la metà degli italiani non sa dove vengono portati i rifiuti una volta prelevati dai cassonetti (45,3%), ma ha la consapevolezza che potrebbero percorrere diverse centinaia di chilometri (82,9%). La quasi totalità degli intervistati si dice favorevole alla raccolta differenziata (94%) e contemporaneamente si dice disposta a spendere di più per esportare i propri rifiuti fuori regione (74,3%). Il 60,1% si dice preoccupato dalla possibile presenza sul proprio territorio di una discarica e il 5,9% di un impianto di termovalorizzazione (il 31,2% è preoccupato da entrambi gli scenari). tuttavia il 65,2% ritiene necessario che parte dei rifiuti raccolti debba essere destinata alla termocombustione. I dati più interessanti sono però legati alla poca conoscenza del tema a livello generale: il 52,1% dice di non sapere se le emissioni dei termovalorizzatore siano effettivamente dannose per la salute umana (percentuale che sale al 100% tra gli over 55) e il 40,7% non sa se accetterebbe la presenza di un termovalorizzatore nella propria città/quartiere. Infine uno sguardo ai controlli: il 36,3% dice di non fidarsi degli enti preposti al controllo e il 35,9 non sa/non risponde.

L'APPROFONDIMENTO
Rifiuti: Il Piano Sperimentale ad Alta Sostenbilità Ambientale per la Gestione dei Rifiuti della Provincia di Benevento

La Provincia di Benevento si è dotata del Piano Sperimentale ad Alta Sostenibilità per la Gestione dei Rifiuti nell’ottobre 2004 a conclusione di un percorso di pianificazione partecipata che ha visto il coinvolgimento di tutti gli attori locali e il supporto tecnico-operativo dell’Autorità Ambientale della Regione Campania.
L’esigenza di un nuovo approccio decisionale alla definizione del Piano basato sul coinvolgimento degli attori locali nasce dal più ampio contesto di riferimento della Regione Campania caratterizzato da un’elevata conflittualità e dalla volontà che questo non si ripetesse anche al livello più locale. Inoltre, alcune scelte di carattere strategico richiedevano fin dalla loro prima elaborazione una maggiore condivisione sociale.
In estrema sintesi, il processo partecipato ha reso possibile, sulla base di una serie di considerazioni tecnico-scientifiche e socio-economiche, l’individuazione condivisa di alcune scelte strategiche prioritarie e di alcuni criteri localizzativi riguardanti gli obiettivi e la gestione dell’intero ciclo dei rifiuti solidi urbani in un’ottica di provincializzazione.
Per ciascuno impianto sono state individuati le scelte tecnologiche e i criteri localizzativi. In particolare, l’approccio metodologico prevede due fasi una di macrolocalizzazione ed una di microlocalizzazione o di localizzazione puntuale in base ad una serie di criteri di esclusione. Tale approccio è stato scelto in quanto permette una maggiore trasparenza e flessibilità del processo decisionale in modo da prevenire potenziali conflitti sociali.
Ad oggi il Piano è stato formalmente adottato dalla Provincia. la fase di elaborazione è stata quindi di successo. Bisognerà aspettare la fase di implementazione in modo da confermare la giustezza dell’opzione partecipativa intrapresa dalla Provincia di Benevento considerando anche il contesto conflittuale, quello della regione Campania, nel quale si colloca.

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Infrastrutture: Tangenziale Est Esterna di Milano

La Tangenziale Est Esterna di Milano è oggi la risposta “più concreta”, scaturita da oltre trent’anni di dibattiti e tiepide indicazioni pseudo-progettuali, che le amministrazioni locali hanno saputo formulare rispetto al problema dell’alleggerimento dei flussi di traffico, sia di carattere locale che “di scorrimento”, insistenti sul sistema tangenziale milanese e, più in generale, sull’intera area medio-lombarda.
Interessate dal progetto infrastrutturale sono 34 municipalità che, accomunate da una dichiarata contrarietà all’intervento, percepito come l’ennesimo progetto “calato dall’alto” e quindi imposto al territorio “in deroga” a qualunque principio o buona pratica di governance riferibili ad una dimensione sovralocale, si sono riunite in un’Associazioni di Comuni allo scopo di fermare il processo.
In contrapposizione ad un’evidente mancanza di consenso intorno alla scelta progettuale, ed al compattarsi di un nucleo di opposizione attivo sul processo, spicca una sostanziale efficacia nella gestione dello stesso, operata da parte della Regione Lombardia, mediatore del conflitto, che trova la propria ragione nella natura “blindata” e fortemente istituzionale dell’iter processuale, scandito, in ogni sua parte, dalle disposizioni contenute nella Legge Obiettivo.
Da questo punto di vista, la ricostruzione del processo decisionale ha sottolineato come le azioni degli attori si siano sviluppate in modo parallelo lungo due distinte dimensioni: l’una marcatamente istituzionale (e burocratica, in cui le azioni sono funzionali alla decisione); l’altra di natura politico-sociale (sfumata da toni mediatici, teatro del confronto dialettico ).
Il periodo analizzato va dall’aprile del 2000 all’aprile del 2005; con particolare riferimento ed attenzione agli avvenimenti occorsi durante gli ultimi tre anni dell’azione processuale.
La vicenda rimane aperta: attualmente l’iter processuale ha visto l’approvazione definitiva, da parte della Regione Lombardia, del progetto preliminare ripubblicato dall’ANAS per conto di TEM S.p.A. (soggetto promotore). Si é ora in attesa della pronuncia del CIPE che, se positiva, darebbe il via alla gara di aggiudicazione della concessione.

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Coste: La realizzazione di porti turistici nell’isola di Caprera

La vicenda ha inizio nell’aprile 2005, quando il neo costituito Yacht Club Arcipelago Maddalena (YCAM) avvia i lavori per l’allungamento di un pontile e la sistemazione di due grandi capannoni in disuso in località Porto Palma, nell’isola di Caprera (Sassari). YCAM, che ad aprile si presenta con un sito internet ed è presieduto da Cino Ricci, intende, infatti, creare una struttura per ospitare, almeno inizialmente, fino a 70 imbarcazioni, all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena. Questa iniziativa si inquadra, ma presenterebbe alcuni elementi non conformi, nel Piano Urbanistico Comunale che individua 13 nuovi porti/banchine (che si aggiungono ai 10 esistenti) nel territorio del Comune de la Maddalena. All’inizio di maggio, grazie alla segnalazione di alcune persone in loco, iniziano i contatti tra persone fisiche e associazioni, in particolare Italia Nostra e Legambiente, cui si aggiungono WWF, Cittadinanzattiva, Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali. La questione viene segnalata ad alcuni giornalisti e alla procura. E’ presto per un’analisi del caso, sono passati solo tre mesi dalle prime segnalazioni. Ciononostante si possono fare alcune considerazioni, soprattutto in merito alla natura, strategia e tattica del comitato di oppositori.

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INIZIATIVE IN CORSO
Pianificazione: La pianificazione partecipata e il ruolo delle province

Avanzi e l’Osservatorio avvieranno a breve la seconda indagine sulla pianificazione partecipata e il ruolo delle province in Italia. La pubblicazione del rapporto finale è prevista per novembre 2005. Questa seconda indagine fa seguito alla prima svolta nel 2002 con il co-finanziamento della Provincia di Pavia e il patrocinio dell’Unione Province Italiane. L’indagine sarà realizzata tramite la somministrazione di un questionario, l’elaborazioni di casi studio e interviste a testimoni privilegiati e si pone come obiettivi principali: la comprensione degli gli obiettivi, le aspettative, le modalità, le difficoltà e i risultati raggiunti dai processi di pianificazione inclusivi a livello provinciale. Inoltre, l’indagine 2005 è progettata per dare idealmente seguito al manuale Progettare a più voci, realizzato nel 2004 dal Dipartimento per la Funzione Pubblica e curato dal Professor Luigi Bobbio (Università di Torino), attraverso una valutazione periodica dello stato di avanzamento dei percorsi indicati nel manuale stesso.

Scarica l'abstract del rapporto 2002.

Rifiuti: Al via le attività per la costituzione del Tavolo di Garanzia del Piano Provinciale Gestione Rifiuti della Provincia di Modena

L’approvazione del PPGR della Provincia di Modena, avvenuta a maggio 2005, ha anche segnato l’avvio delle attività per la costituzione di un Tavolo Permanente di Garanzia multi-stakeholder, previsto dal PPGR stesso. I compiti del Tavolo saranno quelli di monitorare i principi, obiettivi e attività previste dal piano, oltre a fornire indicazioni per le azioni correttive che si rendessero necessarie.

Le attività principali, per le quali Avanzi / Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali ha ricevuto un incarico dalla Provincia di Modena per il periodo giugno-settembre 2005, sono:

  • La mappatura degli attori o stakeholder assessment;
  • La facilitazione del Laboratorio per la definizione del regolamento e composizione del Tavolo di Garanzia;
  • L’organizzazione e la facilitazione della prima riunione e lancio del Tavolo di Garanzia.


  • Gli elementi innovativi introdotti dal Tavolo di Garanzia sono essenzialmente due: da un lato vi è il processo che conduce al Tavolo, volutamente aperto e partecipativo per evitare che il tavolo sia, come in altri contesti, svuotato di funzioni e poco rappresentativo delle istanze degli attori locali. In secondo luogo, il tavolo mira ad inserire elementi partecipativi in una fase, quella dell’attuazione e del monitoraggio delle azioni, in cui sono tipicamente pochi i momenti di dialogo e di dibattito.

    Formazione: Corso di formazione sulla prevenzione e gestione dei conflitti ambientali.

    Avanzi e l'Osservatorio organizzano il quarto corso nazionale sulla prevenzione e gestione dei conflitti ambientali con l'obiettivo di offrire una nuova ed importante occasione di apprendimento e confronto tra i vari attori in gioco sul tema della prevenzione e gestione dei conflitti ambientali. Il corso, aperto a rappresentanti e decisori di pubbliche amministrazioni, imprese e associazioni di categorie e del mondo del no-profit, verterà sui seguenti principali temi:

  • i conflitti ambientali in Italia: cause ricorrenti, elementi di difficoltà
  • individuare e comprendere le strategie degli attori in gioco (interessi, obiettivi, risorse)
  • partecipazione, negoziazione o processo decisionale a porte chiuse?
  • strategie per la costruzione di un percorso di coinvolgimento e negoziazione con gli attori in gioco
  • la gestione di tavoli di negoziazione e il ruolo del mediatore/facilitatore
  • la conclusione di accordi condivisi e la verifica dei risultati


  • Il corso si svolgerà nella seconda metà del 2005. Per maggiori informazioni e pre-iscrizione contattaci.

    SCAFFALE
    Pubblicazioni: D. della Porta (a cura di), Comitati di cittadini e democrazia urbana, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2004
    I comitati cittadini vengono definiti come "…gruppi organizzati, ma debolmente strutturati, formati da cittadini che si riuniscono su base territoriale e utilizzano prevalentemente forme di protesta per opporsi a interventi che ritengono danneggerebbero la qualità della vita sul loro territorio o chiedere miglioramenti di essa", (p. 7); essi sono caratterizzati da identità localistiche (a differenza, ad esempio, dalle associazioni ambientaliste), da una struttura organizzativa di tipo partecipativo, flessibile e con bassi livelli di coordinamento; e si appoggiano a delle strategie d'azione che privilegiano la protesta, anche se in forme moderate.
    Il testo si struttura a partire dai risultati di una ricerca empirica condotta in sei città (Torino, Milano, Bologna, Firenze, Catania, Palermo) volta a comprendere a analizzare la rilevanza dell'azione dei comitati, i loro caratteri, le loro risorse e modalità organizzative, le issues a partire dalle quali si avvia la protesta (principalmente ambiente e sicurezza). In ogni contesto l'indagine ha preso le mosse da un'analisi della rassegna stampa, per poi concentrarsi su interviste a testimoni privilegiati (sia all'interno dei comitati che nell'ambito delle istituzioni locali) e studi di caso in profondità. Nel complesso il testo ricostruisce un panorama ampio e sfaccettato, in cui accanto all’azione di comitati dalle caratteristiche più nimby, non mancano comitati contraddistinti da buone risorse conoscitive, capacità di argomentare e di costituirsi come una voce autorevole nel dibattito pubblico sulle scelte urbane.

    NEWS
    Osservatorio: Forum on-line sui conflitti ambientali
    Per promuovere un maggiore coinvolgimento di tutti coloro che hanno partecipato e parteciperanno alle attività dell'Osservatorio, da quest'anno è attivo un Forum on-line pubblico per gli studi, le tesi, gli articoli e le ricerche sul tema dei conflitti ambientali messi a disposizione da parte di tutti gli interessati. Per informazioni contattaci.

    Eventi: Retepartecipazione
    Il 27 e 28 maggio 2005 si è tenuto a Napoli l'evento "'A Rezza: la Rete della Partecipazione si incontra al Sud". Il report e tutti i materiali dell'evento saranno presto disponibili sul sito della RetePartecipazione (www.retepartecipazione.it).

    Concorsi: Concorso Nazionale di Progettazione Partecipata e Comunicativa
    INU, WWF e ANCI con la collaborazione dell'UPI promuovono la terza edizione del Concorso Nazionale di Progettazione Partecipata e Comunicativa 2005-2006. Il bando, in versione provvisoria, è disponibile sul sito dell'Anci Emilia Romagna (www.anci.emilia-romagna.it).

    Hanno contribuito a questo numero della Newsletter:
    Matteo Bartolomeo
    Matteo Zulianello
    Piero Giugni
    Carolina Pacchi
    Sara Seravalle
    Chiara Panigatta

    Per maggiori informazioni:
    Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali (www.conflittiambientali.it)
    c/o Avanzi Srl (www.avanzi.org)

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