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| Osservatorio Gestione
Conflitti Ambientali e Territoriali
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Nr. 1, Marzo 2007 |
| L'ATTUALITA' |
| Energia: Gli inceneritori fuori da cip 6: che ne sara' di tanti progetti? La querelle degli incentivi agli inceneritori, quali fonte di produzione elettrica assimilata alle rinnovabili, sembra volgere al termine. Grazie al Disegno Legge votato dal Consiglio dei Ministri il 7 febbraio 2007, il testo della Finanziaria verrà corretto e gli incentivi verranno mantenuti solo per gli impianti già funzionanti, con l’esclusione di quelli da autorizzare o autorizzati ma ancora da realizzare. Si porrà così fine alla sovvenzione della produzione di energia da incenerimento dei rifiuti, caso unico e contestato in Europa, garantita dai contributi dei fondi Cip 6, ovvero delle risorse raccolte in bolletta elettrica da destinare alle fonti rinnovabili. Dato che in assenza del contributo Cip 6 l'incenerimento di rifiuti solidi urbani con recupero energetico non presenta alcun vantaggio economico rispetto alle altre fonti rinnovabili (228 euro/MWh contro i 63 euro/MWh dell’eolico), può essere interessante capire che ne sarà dei progetti in pipeline. Al 31 dicembre 2006, gli impianti Cip 6 autorizzati ma non in esercizio erano 20, di cui 16 da fonti assimilate, per una potenza di 650MW. Se l’emendamento alla finanziaria non fosse stato modificato all’ultimo, senza la volontà della maggioranza di governo, queste autorizzazioni sarebbe state tutte bloccate. Così invece, c’è la possibilità che ad altri cinque impianti in Lombardia e Marche venga riconosciuto il finanziamento Cip6 fino al 2015 in extremis, in quanto la data ultima di entrata in esercizio è 1 luglio 2007. Degli altri progetti è difficile prevedere l’esito, ma si può certo ipotizzare una brusca frenata dei piani di investimento. |
| Paesaggio: Firmato a Cagliari da Soru e Rutelli il protocollo d’intesa sul Piano Paesaggistico della Sardegna
Il 20 febbraio è stato firmato dal Presidente della Sardegna e dal Ministro dei Beni Culturali il protocollo d’intesa sul Piano Paesaggistico Regionale (PPR) che renderà più efficiente la collaborazione tra le strutture regionali e quelle statali, prevedendo una collaborazione diretta e una verifica continuativa delle normative vigenti in materia di tutela del paesaggio. La Sardegna, dopo aver emanato lo scorso anno la “Legge Salvacoste” (che ha di fatto sospeso la vigenza dei Piani Regolatori Comunali per tutte le aree che rientrano in una fascia di due km dal mare), è la prima Regione italiana ad aver approvato il Piano Paesaggistico e a firmare il protocollo d’intesa con il Ministero dei Beni Culturali. Se è vero che con l’approvazione del PPR sono istituiti vincoli paesaggistici anche per le aree interne della Regione, è tuttavia da sottolineare che negli ultimi mesi sono state raccolte 10.000 firme contrarie ai dettami del Piano che permetteranno di sottoporre il piano stesso a referendum popolare. La tutela del patrimonio collettivo viene quindi a confliggere con la massimizzazione degli interessi privati, rischiando di dare luogo alla paradossale situazione di abolire una delle prime leggi volte alla tutela del territorio Italiano. |
| Infrastrutture: I primi risultati del processo di consultazione per la TAV Torino-Lione
Il processo di consultazione avviato dal Governo Prodi ha portato a un primo timido risultato. L’osservatorio tecnico, presieduto dall’arch. Mario Virano ha presentato in conferenza stampa il 21 febbraio p.s. una sintesi dei dati sulle potenzialità di trasporto merci della linea storica, condivisi da tutti i partecipanti. Si tratta di un buon risultato, poiché i dati di partenza, sulla base dei quali effettuare tutte le previsioni di saturazione della linea, sono stati a lungo una delle cause di conflitto con i comuni della Val di Susa. Ma non si è ancora giunti a un accordo sul primo “Quaderno dell’Osservatorio” che dovrebbe servire a presentare i dati più in dettaglio. I punti non risolti rimangono ancora molti. I comuni della Bassa Val di Susa non riconoscono la legittimità della Conferenza dei Servizi, che disertano ormai dal mese di novembre. Le motivazioni principali sono, da una parte, l’accusa di aver aperto troppi tavoli di discussione e, dall’altra, la sentenza del TAR del Lazio del 25 ottobre 2006 che ha stralciato la TAV dalla Legge Obiettivo e fatto decadere l'approvazione del progetto preliminare da parte del CIPE. A seguito della sentenza, i Comuni ritengono che, in assenza di un progetto approvato, sia inutile continuare i lavori della Conferenza (il cui obiettivo è pronunciarsi sui progetti definitivi), mentre sarebbe fondamentale concentrarsi sui lavori dell’Osservatorio. Nel frattempo, il 22 febbraio p.s. Prodi ha posto la TAV al terzo posto fra i 12 punti non negoziabili che costituiscono la base programmatica del suo Governo. Questo ha suscitato nuove polemiche in Valle, tanto da spingere lo stesso Mario Virano a chiedere un paio di mesi di tregua per poter lavorare senza che le dichiarazioni politiche sull’alta velocità riportino la discussione al punto di partenza. |
| L'APPROFONDIMENTO |
| L'APPROFONDIMENTO |
| INIZIATIVE IN
CORSO |
| Pianificazione: Concluso il progetto L'Idice che vorrei. Con l’incontro pubblico del 5 febbraio 2007 si è concluso il progetto “L’Idice che vorrei” che ha visto il coinvolgimento dei tre comuni di Castenaso, San Lazzaro di Savena e Ozzano dell’Emilia riuniti nell’Associazione intercomunale Valle dell’Idice (BO). Il progetto, coordinato da Avanzi, ha avuto come obiettivo quello di ascoltare e raccogliere le esigenze dei cittadini dei tre comuni su tre temi specifici di loro interesse, Verde e attrezzature sportive; Spazi aperti, funzioni pubbliche e luoghi della comunità; Mobilità privata e pubblica, strade e piste ciclabili, in previsione dell’elaborazione in forma associata del Piano Strutturale Comunale (PSC). A tal fine sono stati attivati tre laboratori urbani di partecipazione che hanno lavorato tra novembre e dicembre 2006 e il cui risultato finale è stato un documento di sintesi da allegare al Quadro conoscitivo del PSC dell’Associazione Valle dell’Idice. Nell’ambito del progetto è stato attivato anche un Forum di discussione on-line aperto a tutti gli interessati e che rimarrà attivo fino all’approvazione finale del PSC prevista per i primi mesi del 2008 (www.valledellidice.it). |
| Montagna: Al via il Progetto Manumont con l'Autorità di Bacino del fiume Po
Il team di esperti in processi partecipati e gestione dei conflitti ambientali di Avanzi parteciperà, per conto della società Montana, al Progetto ManuMont finanziato dall’Autorità di Bacino del fiume Po. Il progetto prevede la sperimentazione delle Linee guida per la redazione del Piano direttore per la manutenzione del territorio collinare e montano in sei Comunità Montane del Bacino del fiume Po. In particolare, gli esperti di Avanzi sono coinvolti nel processo di pianificazione partecipata per le Comunità Montane della Valchiavenna (SO) e del Baldo (VR). Gli obiettivi del Progetto Manumont sono: |
| Rifiuti: Il Tavolo di Garanzia della Provincia di Modena
Proseguono le attività del Tavolo, facilitato da Avanzi, che tra la fine del 2006 e questi primi mesi del 2007 ha lavorato per elaborare una posizione comune in tema di raccolta differenziata. Il documento, le cui conclusioni sono state condivise da parte di tutti i componenti (amministrazioni locali, associazioni ambientaliste e dei consumatori, rappresentanti del mondo imprenditoriale), sarà la base per la prossima attività di confronto sulle performances dei maggiori Comuni della provincia di Modena in tema di raccolta differenziata. Contestualmente, nel corso della prima riunione del 2007 i componenti hanno licenziato un documento redatto dai facilitatori all’interno del quale sono state riassunte le attività svolte dal Tavolo di Garanzia nel corso del 2006. Particolare attenzione è stata dedicata all’analisi dei sistemi di gestione integrata dei servizi di raccolta e smaltimento rifiuti e alla definizione di alcune osservazioni prodotte in modo concertato inerenti la procedura di AIA, cui è sottoposto il termovalorizzatore, e il regolamento prodotto dall’Autorità d’Ambito sulla gestione dei rifiuti. |
| Rifiuti: L’Osservatorio Ambientale sul Termovalorizzatore del Comune di Modena
La delibera del Giunta Comunale n. 662 del 25/10/2006 ha istituito l’attivazione di un Osservatorio Ambientale per la verifica e il controllo delle emissioni del termovalorizzatore di Modena. Avanzi, in continuità con l’attività avviata da più di un anno con il Tavolo di Garanzia per la corretta attuazione del Piano dei Rifiuti della Provincia di Modena, è stata incaricata di facilitare l’avvio delle operazioni e in particolare di favorire la definizione di alcuni tecnici rappresentanti dei cittadini e delle associazioni sanitarie e ambientaliste locali. L’obiettivo del Comune di Modena è quello di realizzare un luogo di incontro tra saperi diversi, all’interno del quale potranno confrontarsi soggetti tecnici di comprovata professionalità, compito dei quali sarà quello di esaminare i dati delle emissioni del Termovalorizzatore in atmosfera, delle ricadute sul suolo e di verificare la tipologia, la quantità e la provenienza dei rifiuti trattati nell’impianto. |
| SCAFFALE |
| NEWS |
| Hanno contribuito
a questo numero della Newsletter: Matteo Bartolomeo Matteo Zulianello Piero Giugni Carolina Pacchi Sara Seravalle Davide Zanoni Anna Parravicini |
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