Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali                
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     www.conflittiambientali.it
Nr. 1, Aprile 2006        

In questo numero:

L'ATTUALITA'
Conflitti: Le Olimpiadi invernali di Torino 2006: un modello di compatibilità ambientale?
Legislazione: Il nuovo Codice dell'Ambiente
E-democracy: Uno strumento di partecipazione sempre più diffuso

L'APPROFONDIMENTO
Energia: La rigassificazione in Italia: tra strategia nazionale e opposizioni locali

INIZIATIVE IN CORSO
Partecipazione: Indagine sui processi decisionali inclusivi nella pianificazione ambientale e territoriale a livello provinciale - Rapporto di ricerca 2006
Formazione: Corso di formazione sulla prevenzione e gestione dei conflitti ambientali

SCAFFALE
Conflitti: Laura Centemeri, Ritorno a Seveso. Il danno ambientale, il suo riconoscimento e la sua riparazione, Bruno Mondatori, Milano, 2006.

NEWS
Conferenze: PRECEDES: I conferenza internazionale sulla prevenzione dei conflitti e le catatostrofi ambientali, Madrid, 13-15 giugno 2006
Convegni: II Convegno DiAP: Progetti di infrastruttura nella regione urbana milanese, Milano, 19-20 gennaio 2006

L'ATTUALITA'
Conflitti: Le Olimpiadi invernali di Torino 2006: un modello di compatibilità ambientale?

In attesa di una valutazione definitiva, il WWF Italia, ha giudicato, alla vigilia della loro inaugurazione, in maniera sufficiente la compatibilità ambientale delle olimpiadi invernali di Torino 2006. Tra gli elementi positivi considerati, la destinazione post-olimpica degli impianti, la coerenza col piano regolatore ed i principi di bioarchitettura per il Villaggio Olimpico a Torino, lo sforzo fatto per utilizzare impianti e strutture esistenti, la localizzazione in aree urbane di gran parte delle strutture, la riduzione dei bacini di innevamento al minimo necessario, la predisposizione di una serie di piani di sostenibilità (tra cui il Piano Trasporti, rifiuti, inerti, acque), la Valutazione Ambientale Strategica di tutto l’evento, la certificazione EMAS di alcune strutture. Tra quelli negativi la costruzione in aree delicate e di pregio ambientale di impianti imponenti per due discipline sportive assai poco praticate nel nostro paese, la pista del Bob e quelle del trampolino per il salto.

Per approfondimenti:
www.wwf.it

Legislazione: Il nuovo Codice dell'Ambiente

Il 10 febbraio 2006 il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo riguardante il riordino della normativa ambientale in sei settori chiave: rifiuti e bonifiche, acqua, difesa del suolo, inquinamento atmosferico, procedure ambientali, danno ambientale. La stesura del c.d. nuovo Codice dell’Ambiente ha suscitato fin dall’inizio molte polemiche. Per il Ministro dell’Ambiente si è trattato di “una grande riforma di legislatura, attesa da molti anni, per far uscire l’ambiente da un caos normativo in cui troppo spesso hanno potuto prosperare gli eco-furbi”. Ma diverse associazioni ambientaliste (Acli Anni Verdi, Ambiente e Lavoro, Amici della Terra, FAI, Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, Fare Verde, Green Cross , Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness, Società Speleologica Italiana, VAS, WWF) si sono appellate al Capo dello Stato chiedendogli di non firmare il decreto in quanto il testo “abbassa in maniera evidente i livelli di tutela dell'ambiente e rappresenta un attacco senza precedenti alla normativa ambientale, frutto di anni di lavoro e di ricerca”. Il 20 marzo il Capo dello Stato ha negato la sua firma in base anche al giudizio negativo della Conferenza Stato-Regioni chiedendo di approfondire alcuni argomenti e sollevando dubbi circa la legittimità amministrativa del provvedimento. Il governo è intervenuto apportando solo piccole modifiche e rinviando il testo al Quirinale che, in quanto atto dovuto, ha firmato il 3 aprile il decreto legislativo. Ora per l'entrata in vigore manca solo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Alla soddisfazione del Ministro dell'Ambiente si contrappone la forte opposizione di associazioni ambientaliste ed enti locali per i quali la battaglia non può dirsi conclusa ed auspicano sia l'intervento del nuovo governo che della Corte Costituzionale.

Per approfondimenti:
www.minambiente.it
www.ambientediritto.it

E-democracy: Uno strumento di partecipazione sempre più diffuso

Secondo le linee guida del CNIPA "L'uso dell'ICT, a sostegno della partecipazione dei cittadini alla vita delle istituzioni (e-democracy), è un campo di applicazione delle nuove tecnologie ancora poco sviluppato, ma sul quale negli ultimi anni è fortemente cresciuto l'interesse tanto dei governi nazionali e degli organismi internazionali, quanto delle comunità locali." Nel 2004, il Ministero dell’Innovazione e delle Tecnologia ha emanato un avviso con “lo scopo specifico di individuare e co-finanziare progetti che, attraverso l’utilizzo delle ICT, avessero come fine la promozione della partecipazione dei cittadini alle attività delle pubbliche amministrazioni locali e ai loro processi decisionali, con l’obiettivo di migliorarne l’efficacia, l’efficienza e la condivisione da parte degli attori coinvolti”. Nel novembre 2005 è stato pubblicato l’elenco dei progetti ammessi a co-finanziamento 57 su un totale di 129 presentati. A fine marzo 2006, dopo circa due anni, delle 57 proposte progettuali presentate 54 hanno firmato la convenzione e si apprestano ad avviare i progetti, due sono in procinto di concludere la stipula ed uno solo si è ritirato.

Per approfondimenti:
www.crcitalia.it

L'APPROFONDIMENTO
Energia: La rigassificazione in Italia: tra strategia nazionale e opposizioni locali

La direttiva comunitaria 98/30 (in seguito aggiornata con la direttiva 2003/55) e il decreto legislativo 164/2000 (Decreto Letta), sono volti alla liberalizzazione del mercato del gas, con l’obiettivo di creare un mercato unico europeo libero e concorrenziale. In questo contesto l’Italia detiene una posizione geografica strategica per quel che concerne la rete di distribuzione. Se attualmente (grazie alla fitta rete di gasdotti) è considerata un crocevia per l’intera Unione Europea, in prospettiva è pensabile che questa posizione possa ulteriormente consolidarsi attraverso un’attenta politica di diversificazione delle modalità di approvvigionamento. Il ricorso al Gas Naturale Liquido (liquefatto all’origine portandolo a -161°) è cresciuto negli ultimi anni grazie ad un aumento di competitività dei prezzi e grazie a una gestione semplificata dei processi estrattivi. Il trasporto avviene tramite navi metaniere, la cui costruzione è cresciuta notevolmente nel corso degli ultimi anni, capaci di trasportare fino a 140.000 mc di gas per volta.
I rigassificatori (gli impianti destinati a riportare allo stato gassoso il combustibile) divengono quindi impianti di interesse nazionale (per limitare potenziali situazioni di crisi dovute a riduzione di fornitura da parte dei paesi da cui partono oggi i gasdotti) con possibili ripercussioni anche a scala internazionale: la crescita delle importazioni di gas naturale potrebbe infatti fare dell’Italia un polo della logistica del gas, con evidenti vantaggi economici derivanti dalla commercializzazione della materia. Gli impianti, soggetti a VIA in quanto considerati a rischio rilevante secondo la Direttiva Europea Seveso3, hanno visto crescere rapidamente l’interesse da parte delle maggiori imprese del settore (Eni, Enel, Edison, Exxon-Mobil, Qatar Petroleum, Gas Natural, British Gas, ERG Power e Gas, Shell Energy Italia).
Gli impianti, considerati dai proponenti impattanti solo dal punto di vista visivo (35 metri d’altezza) poiché producono emissioni estremamente limitate, vedono invece un forte avversamente a livello locale che in molti casi porta a situazioni di impasse dell’intero processo (basti pensare che in Italia è in funzione il solo polo di Panigaglia, in provincia di La Spezia).

Scarica il caso completo (solo per gli utenti registrati all'area riservata del sito dell'Osservatorio).

INIZIATIVE IN CORSO
Partecipazione: Indagine sui processi decisionali inclusivi nella pianificazione ambientale e territoriale a livello provinciale - Rapporto di ricerca 2006

Il centro di ricerche Avanzi - idee, ricerche e progetti per la sostenibilità e l'Osservatorio gestione Conflitti Ambientali e Territoriali con il patrocinio dell'Unione delle Province d'Italia hanno avviato la seconda indagine sui processi decisionali inclusivi nella pianificazione ambientale e territoriale a livello provinciale. I processi decisionali inclusivi in cui, secondo la definizione data dal Dipartimento della Funzione Pubblica "si cerca di giungere a un risultato condiviso, includendo un ampio numero di soggetti interessati ad un determinato problema e di farli partecipare alle scelte" ("A più voci", a cura di Luigi Bobbio, Edizioni scientifiche, 2004), sembrano suscitare sempre maggiore attenzione in molte realtà locali e sono ormai diventati oggetto dell'agenda politica di molte amministrazioni pubbliche italiane. Per questo motivo per il 2006 Avanzi e l'Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali si propongono di realizzare la seconda indagine.

Per saperne di più:
www.conflittiambientali.it

Formazione: Corso di formazione sulla prevenzione e gestione dei conflitti ambientali

Avanzi e l'Osservatorio organizzano il quinto corso nazionale sulla prevenzione e gestione dei conflitti ambientali con l'obiettivo di offrire una nuova ed importante occasione di apprendimento e confronto tra i vari attori in gioco sul tema della prevenzione e gestione dei conflitti ambientali. Il corso, aperto a rappresentanti e decisori di pubbliche amministrazioni, imprese e associazioni di categorie e del mondo del no-profit, verterà sui seguenti principali temi:

  • i conflitti ambientali in Italia: cause ricorrenti, elementi di difficoltà
  • individuare e comprendere le strategie degli attori in gioco (interessi, obiettivi, risorse)
  • partecipazione, negoziazione o processo decisionale a porte chiuse?
  • strategie per la costruzione di un percorso di coinvolgimento e negoziazione con gli attori in gioco
  • la gestione di tavoli di negoziazione e il ruolo del mediatore/facilitatore
  • la conclusione di accordi condivisi e la verifica dei risultati


  • Il corso si svolgerà nell'autunno 2006. Per maggiori informazioni e pre-iscrizione
    contattaci.

    SCAFFALE
    Conflitti: Laura Centemeri, Ritorno a Seveso. Il danno ambientale, il suo riconoscimento e la sua riparazione, Bruno Mondatori, Milano, 2006.

    Il testo di Laura Centemeri riapre le riflessioni sul caso Seveso a trent’anni dalla vicenda, attraverso un originale percorso di riflessione che mette a fuoco in particolare la costruzione sociale del danno ambientale e le controversie aperte sui risarcimenti. In una prospettiva di medio periodo, quale è quella che ci separa dall’evento del 10 luglio 1976, infatti, è rilevante cercare di comprendere in che modo l’evento abbia costruito conoscenza condivisa e possibilità quindi di compiere scelte ragionevoli (da un punto di vista pubblico) in situazioni di incidente chimico. Un paradosso che emerge dal testo, ad esempio, ha a che fare con il modo in cui gli attori locali, rimasti per lungo tempo nell’incertezza e, a volte, nell’ignoranza rispetto alla reale consistenza del danno subito, abbiano cercato, nel corso del tempo, di minimizzare la portata dell’incidente e della potenziale contaminazione, nel tentativo di ritornare al più presto ad una vita normale. Questa rimozione è avvenuta a tal segno, che gli abitanti stessi hanno considerato negativamente, come uno stigma, il fatto che la Comunità Europea abbia intitolato proprio a Seveso la prima direttiva sul rischio di incidente rilevante, che dovrebbe invece evocare nei cittadini europei una sensazione di tutela e sicurezza.
    Il testo si articola in un’accurata e partecipata ricostruzione della vicenda, e in particolare del modo in cui abitanti e amministrazioni locali hanno affrontato, in una situazione di grave incertezza, il dopo immediato e a medio termine, seguita da alcuni capitoli imperniati su una riflessione solidamente ancorata a livello teorico, sul significato del riconoscimento del danno e quindi del risarcimento, non tanto in senso privato, quanto proprio come questione, potenzialmente conflittuale e controversa, di interesse pubblico. Esempio illuminante di un processo di costruzione sociale del danno ambientale è il riconoscimento di due modalità distinte e opposte di qualificazione dell’incidente che ne è all’origine: l’incidente come crimine e l’incidente come disgrazia. L’interazione complessa tra elementi di carattere tecnico e scelte che hanno per natura una dimensione profondamente politica diviene quindi il principale oggetto di riflessione della seconda parte del testo.

    NEWS
    Conferenze: PRECEDES: I conferenza internazionale sulla prevenzione dei conflitti e le catatostrofi ambientali, Madrid, 13-15 giugni 2006

    Convegni: II Convegno DiAP: Progetti di infrastruttura nella regione urbana milanese, Milano, 19-20 gennaio 2006
    Scarica l'intervento di Matteo Bartolomeo su
    "La governance incompleta delle infrastrutture lombarde: conflitti d’interesse come causa di conflitti locali"

    Segnalaci le tue news ed iniziative sul tema dei conflitti ambientali e territoriali via mail a info@avanzi.org.

    Hanno contribuito a questo numero della Newsletter:
    Matteo Bartolomeo
    Matteo Zulianello
    Piero Giugni
    Carolina Pacchi
    Sara Seravalle

    Per maggiori informazioni:
    Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali (www.conflittiambientali.it)
    c/o Avanzi Srl (www.avanzi.org)

    Via D'Ovidio 3, cap. 20131, Milano, tel. 02-36518110, fax 02-36518117
    Via Toledo 317, cap 80134, Napoli, tel. 081-405425, fax 081-405425
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