Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali                
Newsletter                
     www.conflittiambientali.it
Nr. 1, marzo 2005        

In questo numero:

L'ATTUALITA'
Coste: I provvedimenti salva-coste della Regione Sardegna
Nucleare: Nuovamente rimandata la scelta del sito
Energia: Nuovi poteri al Ministero dell'Ambiente sulle centrali elettriche

L'APPROFONDIMENTO
Rifiuti: La questione rifiuti in Campania, sull'orlo di una nuova crisi
Energia: Lo sviluppo dell'eolico in Sardegna
Sostenibilità: Quartieri sostenibili: un esempio non tanto lontano da noi

INIZIATIVE IN CORSO
Pianificazione: La pianificazione partecipata e il ruolo delle province
Rifiuti: Linee guida per favorire l'accettabilità della localizzazione degli impianti per la gestione dei rifiuti
Formazione: Corso sui conflitti ambientali per Telecom Italia
Formazione: Corso di formazione sulla prevenzione e gestione dei conflitti ambientali
Stili di vita sostenibili: Progetto CambieResti

NEWS
Pubblicazioni: Forum on-line sui conflitti ambientali
Eventi: Fiera "Fà la cosa giusta"
Concorsi: Concorso Nazionale di Progettazione Partecipata e Comunicativa

L'ATTUALITA'
Coste: I provvedimenti salva-coste della Regione Sardegna

La Giunta della Regione Sardegna ha emanato recentemente un provvedimento attraverso il quale ha istituito la Conservatoria delle Coste. Tale nuovo organismo avrà come obiettivo quello di contenere le minacce al patrimonio paesaggistico costiero della Sardegna costituite principalmente dalla speculazione edilizia, dall'erosione, dal degrado e da altre forme di aggressione attraverso il controllo o l'acquisizione di aree costiere di particolare pregio e tutela. Tale decreto fa seguito alla c.d. legge salva-coste varata dal Consiglio Regionale nello scorso novembre su proposta della Giunta. Tale legge impone un vincolo di inedificabilità sulla fascia costiera compresa fra i 300 m e i 2 Km dal mare (la fascia compresa tra la battigia e i 300 m è già tutelata dalla legge 45/1989). A tale proposta della Giunta, si opposero diversi comuni e imprenditori che impugnarono davanti al TAR il c.d. decreto Soru (emanato il 10 agosto scorso), che stabiliva per pochi mesi un'analoga misura di salvaguardia nella fascia di 2 Km, con un’istanza di sospensiva che è stata però respinta proprio poco prima dell’approvazione della legge.

Nucleare: Nuovamente rimandata la scelta del sito

Il 18 dicembre 2004 le maggiori testate giornalistiche italiane riportano la notizia della decisione del Governo di conferire temporaneamente all’estero i residui maggiormente attivi del ciclo del nucleare italiano.
La contestazione degli abitanti di Scanzano è ancora viva nella mente di tutti e, anche se è ormai passato un anno (novembre 2003), sembra che possa avere influenzato le scelte/non scelte del Governo.
Il processo di definizione del sito nazionale di stoccaggio dei residui non pare abbia ancora dato esito e il decreto del 2 dicembre 2004 firmato dal Ministro delle Attività Produttive sembra esserne la dimostrazione: pubblicato sulla GU n.10 del 14 gennaio 2005 prevede la temporanea delocalizzazione delle scorie all’estero per consentirne il riprocessamento, e sembra avere più il senso di una proroga rispetto a quanto stabilito un anno fa’ nel “dopo Scanzano” che una scelta concertata tra le diverse parti in causa (entro un anno di concerto con le regioni avrebbero dovuto essere valutati una rosa di siti papabili e si sarebbe dovuto scegliere un sito atto ad accogliere il deposito). Nella gara d’appalto si chiederà alle società estere di provvedere al trattamento e allo stoccaggio temporaneo delle scorie fino a che non sarà realizzato il deposito nazionale in Italia.

Energia: Nuovi poteri al Ministero dell'Ambiente sulle centrali elettriche

Passa al Ministero dell’Ambiente il primo responso per quanto riguarda l’iter autorizzativo di nuove centrali elettriche. È questo ciò che si evince dallo schema di decreto legislativo approvato a maggioranza dal Governo (ma con voto sfavorevole da parte del Ministro alle Attività Produttive Marzano) per dare attuazione alla direttiva UE 96/61 sulla prevenzione e riduzione dell’inquinamento. Il testo, prima dell’approvazione definitiva dovrà avere il vaglio delle Commissioni Parlamentari e della Conferenza Stato Regioni. La direttiva europea impone la certificazione sull’utilizzo delle migliorie tecnologie applicabili per limitare l’impatto sull’ambiente dei nuovi impianti (è previsto l’adeguamento di quelli già esistenti entro il 2007). Il passaggio dell’autorizzazione al Ministero dell’Ambiente cambia lo scenario. La semplificazione delle procedure per la realizzazione di nuovi impianti energetici (attivata grazie al decreto sblocca centrali proposto proprio dal Ministro alle Attività Produttive), ha infatti già consentito l’autorizzazione per la produzione di 10000 MW (altri 10000 stanno per essere autorizzati), anche se non ha certo diminuito il livello di conflittualità locale. Il timore del Ministro Marzano, condiviso da Assoelettrica, è che in questo modo si vanifichino le azioni avviate per implementare il parco elettrico italiano, realizzando un iter burocratico eccessivamente complesso. La proposta del Ministro, finora non accettata dal Governo, prevede l’attuazione della direttiva facendo confluire le certificazioni aggiuntive nel processo semplificato, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente.

L'APPROFONDIMENTO
Rifiuti: La questione rifiuti in Campania, sull'orlo di una nuova crisi

Dopo sei mesi dall’ultima emergenza la Campania ha rischiato di ripiombare in una situazione ancora più grave. La nuova crisi è caratterizzata sia dal problema del reperimento di nuove discariche per gli scarti di produzione del CDR che dal funzionamento degli stessi impianti della Fibe che vengono nuovamente sequestrati dalla magistratura con l’accusa di produrre un CDR non di qualità.
Nel giro di poche settimane tra gennaio e febbraio 2005 tutti gli elementi critici emergono. Solo in seguito all’intervento della Protezione Civile nel ruolo di mediatore istituzionale al fianco del Commissariato tutte le situazioni critiche tenderanno ad essere riportate ad una situazione di “normalità” limitando la crisi a pochi giorni.
Le proteste popolari contro le nuove discariche rientrano in seguito ad accordi che prevedono la presa in considerazione di siti alternativi, il ridimensionamento delle capacità degli impianti, una serie di garanzie e il coinvolgimento diretto delle popolazioni nelle attività di controllo.
Anche la vicenda del sequestro degli impianti si conclude positivamente con la momentanea messa da parte della Fibe, l’intervento diretto del Commissariato nella gestione degli impianti, la ripresa almeno in parte, delle loro attività e il contemporaneo avvio dei lavori di adeguamento.

Scarica il caso completo completo (solo per gli utenti registrati all'area riservata del sito dell'Osservatorio).

Energia: Lo sviluppo dell'eolico in Sardegna

La Regione Sardegna ha vissuto in questi ultimi anni uno sviluppo sostanziale dell’energia eolica. Senza dubbio questo è dipeso dalla conformazione e dalla posizione geografica dell’isola, ma anche da fattori di tipo amministrativo. La Regione infatti non possiede un Piano Paesaggistico che tuteli e governi il territorio in modo integrato (13 dei 14 piani realizzati sono stati annullati da TAR e Consiglio di Stato) e di conseguenza le società che si occupano di impianti eolici hanno potuto lavorare in un rapporto diretto di contrattazione con i Comuni proprietari dei terreni senza dover sottostare, nella maggior parte dei casi, a vincoli di tipo paesaggistico.
Le elezioni regionali dello scorso anno hanno segnato un cambiamento di rotta nella gestione di queste pratiche. L’attuale Governatore ha infatti incentrato la propria campagna elettorale sulla tutela dell’ambiente e del territorio, sottolineando come i “mulini a vento” siano proliferati in modo indistinto e “ingovernato” in questi ultimi anni con conseguenze pesanti per la Regione.
Nel mese di Luglio 2004 sono emersi i primi indirizzi di governo regionale, tesi a controllare lo sviluppo dell’eolico: tali indirizzi si sono successivamente tradotti in legge in Novembre. La legge regionale n°8 del 25 novembre 2004 stabilisce che saranno interrotte, in attesa della redazione e dell’approvazione dei Piani Paesaggistici mancanti, le autorizzazioni per tutti quegli interventi che possono danneggiare il territorio sardo, i cui cantieri non sono stati avviati prima della data di entrata in vigore della legge. L’installazione di pale eoliche viene annoverata tra questi interventi.
Nel frattempo, anche su richiesta di Anev e di alcuni Sindaci dell’isola, la legge viene impugnata dal Governo perché ritenuta incostituzionale: sarà la Corte Costituzionale a decidere.
Il caso mette in evidenza la complessità dei rapporti tra le amministrazioni dei differenti livelli di governo chiamati a decidere e la difficoltà da parte di un ente intermedio come la Regione nel gestire situazioni trasversali in modo gerarchico e autonomo.

Scarica il caso completo completo (solo per gli utenti registrati all'area riservata del sito dell'Osservatorio).

Sostenibilità: Quartieri sostenibili: un esempio non tanto lontano da noi

Dal 1996 Friburgo si è dotata di un Piano di Protezione Ambientale in risposta alla nuova strategia regionale per il risparmio energetico.Gli strumenti di pianificazione regionale degli anni ’90 hanno dato forte stimolo alla partecipazione attiva degli abitanti nell’applicazione dei principi di sviluppo sostenibile.
Un vasto programma intitolato “Freiburg im Bresgau – città solare” è stato lanciato in occasione dell’Expo2000 di Hannover.Tra i progetti che costituivano questo programma vi era la creazione di un quartiere ad “energia positiva” (Solarsiedlung) che produce più energia di quanta ne consumi.
È il caso del quartiere Vauban in cui tutti gli edifici devono soddisfare di standard energetici di basso consumo con limite fissato a fini di riscaldamento a 65 kWh/mq all’anno. Vi sono poi alcune case a schiera orientate nord-sud e disposte in modo da non essere ombreggiate dagli edifici adiacenti (case passive), con consumi inferiori a 15 kWh/mq all’anno. Queste ultime case sono dotate di un impianto indipendente che utilizza esclusivamente energie rinnovabili.
L’elemento caratteristico del quartiere è che l’energia è prodotta soprattutto da un impianto di cogenerazione ad alta efficienza alimentato con trucioli di legno (80%) e gas naturale (20%), che distribuisce, tramite una rete di teleriscaldamento a breve raggio, il calore necessario a riscaldare l’intera area e contemporaneamente copre il 30% del fabbisogno di energia elettrica. L’impianto è integrato poi da pannelli solari per la produzione di acqua calda (usati anche come sistemi di ombreggiamento), mentre l’energia elettrica viene prodotta anche grazie a 1200 mq di moduli FV installati sulla copertura di un parcheggio e sui tetti degli edifici.
Il quartiere rappresenta l’applicazione pratica di standard minimali chiari come punto di partenza per poi migliorare. Il caso descrive questo quartiere a sostegno della tesi che una buona progettazione “sostenibile” favorisce e incentiva gli stili di vita sostenibili ed è garanzia, già in sé, di risparmio energetico.

Scarica il caso completo completo (solo per gli utenti registrati all'area riservata del sito dell'Osservatorio).

INIZIATIVE IN CORSO
Pianificazione: La pianificazione partecipata e il ruolo delle province

Avanzi e l’Osservatorio avvieranno a breve la seconda indagine sulla pianificazione partecipata e il ruolo delle province in Italia. La pubblicazione del rapporto finale è prevista per novembre 2005. Questa seconda indagine fa seguito alla prima svolta nel 2002 con il co-finanziamento della Provincia di Pavia e il patrocinio dell’Unione Province Italiane. L’indagine sarà realizzata tramite la somministrazione di un questionario, l’elaborazioni di casi studio e interviste a testimoni privilegiati e si pone come obiettivi principali: la comprensione degli gli obiettivi, le aspettative, le modalità, le difficoltà e i risultati raggiunti dai processi di pianificazione inclusivi a livello provinciale. Inoltre, l’indagine 2005 è progettata per dare idealmente seguito al manuale Progettare a più voci, realizzato nel 2004 dal Dipartimento per la Funzione Pubblica e curato dal Professor Luigi Bobbio (Università di Tornio), attraverso una valutazione periodica dello stato di avanzamento dei percorsi indicati nel manuale stesso.

Scarica l'abstract del rapporto 2002.

Rifiuti: Linee guida per favorire l'accettabilità della localizzazione degli impianti per la gestione dei rifiuti

La gestione dei servizi ambientali e, in particolare, la gestione dei rifiuti, e' un ambito ampiamente investito dalle problematiche legate all'accettabilita' e al consenso sociale. I processi decisionali che riguardano la gestione dei rifiuti generano spesso la cosiddetta sindrome NIMBY ( Not In My Back Yard), secondo cui, anche in presenza di progetti di pubblica utilita', le comunita' presenti sul territorio tendono a opporsi alla localizzazione di impianti e infrastrutture "nel proprio giardino". Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, i progetti che tendono ad alimentare maggiormente un clima conflittuale a livello locale sono la localizzazione di impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti, siano essi impianti di incenerimento, discariche o impianti di compostaggio. Queste linee guida intendono fornire indicazioni utili a quanti vogliano gestire in maniera preventiva le situazioni di conflitto ambientale e territoriale relative alla gestione dei rifiuti.

Accedi alle linee guida (solo per gli utenti registrati all'area riservata del sito dell'Osservatorio).

Formazione: Corso sui conflitti ambientali per Telecom Italia

Avanzi e l’Osservatorio svolgeranno un corso di formazione sui conflitti ambientali per il personale di Telecom Italia il 22 e 23 marzo a Roma. Il tema dei conflitti ambientali in generale, ma anche riferito al settore delle telecomunicazioni (es. inquinamento elettromagnetico), interessa, ormai, non solo il dibattito scientifico, ma anche la stampa nazionale e l’opinione pubblica tutta. Le imprese sono soggetti che sempre più spesso si trovano coinvolti in queste situazioni nelle quali è necessario mediare tra interessi diffusi, contestazioni locali, e istanze socioeconomiche ed ambientali tentando di proporre soluzioni il più possibile condivise. Il corso intende offrire, quindi, ai partecipanti alcuni strumenti di interpretazione e di azione per affrontare situazioni di questo genere. Si tratta in particolare sia di riuscire a migliorare la capacità di comprendere le situazioni di conflittualità ambientale (attori, risorse, modalità di gestione, …) che fornire alcuni strumenti operativi per prevenire e gestire la conflittualità ambientale.

Formazione: Corso di formazione sulla prevenzione e gestione dei conflitti ambientali.

Avanzi e l'Osservatorio organizzano il quarto corso nazionale sulla prevenzione e gestione dei conflitti ambientali con l'obiettivo di offrire una nuova ed importante occasione di apprendimento e confronto tra i vari attori in gioco sul tema della prevenzione e gestione dei conflitti ambientali. Il corso, aperto a rappresentanti e decisori di pubbliche amministrazioni, imprese e associazioni di categorie e del mondo del no-profit, verterà sui seguenti principali temi:

  • i conflitti ambientali in Italia: cause ricorrenti, elementi di difficoltà
  • individuare e comprendere le strategie degli attori in gioco (interessi, obiettivi, risorse)
  • partecipazione, negoziazione o processo decisionale a porte chiuse?
  • strategie per la costruzione di un percorso di coinvolgimento e negoziazione con gli attori in gioco
  • la gestione di tavoli di negoziazione e il ruolo del mediatore/facilitatore
  • la conclusione di accordi condivisi e la verifica dei risultati


  • Il corso si svolgerà nella seconda metà del 2005. Per maggiori informazioni e pre-iscrizione contattaci.

    Stili di vita: Progetto CambieResti

    Co-finanziato dal Ministero dell’Ambiente, il progetto CambieResti si innesta nel processo di Agenda 21 di Venezia e mira ad aumentare la consapevolezza della popolazione sulle tematiche del consumo e degli stili di vita sostenibili, attraverso un progetto pilota che coinvolgerà 1000 famiglie.
    La definizione del progetto ha coinvolto, oltre all’Assessorato all’Ambiente del Comune di Venezia che coordina e guida i tavoli di progettazione, diversi enti cofinanziatori (Actv, Asm Venezia, Coop Adriatica, Enel, Italgas, Provincia di Venezia, Vesta), partner tecnici (Avanzi, Mag - Bilanci di giustizia, Università IUAV di Venezia DP - Laboratorio l’Ombrello, Wwf - Ricerche e Progetti) e gruppi interessati della società civile.
    Si è aperto con l’individuazione degli ambiti in cui promuovere una gestione maggiormente sostenibile, selezionati sulla scorta di una ricerca condotta da Avanzi sulle buone pratiche che presentassero analogie significative con il progetto, e ha selezionato un paniere di beni e servizi che vanno dal consumo critico e solidale, al risparmio energetico e all’uso razionale delle risorse, alla mobilità sostenibile e alla gestione ecocompatibile della casa fino alla medicina naturale e alla gestione sostenibile del tempo libero.
    Ogni nucleo familiare aderente potrà scegliere alcuni di questi temi e sarà inserito in un gruppo locale di coordinamento guidato da un tutor.
    Contemporaneamente sono stati stretti accordi per l’inserimento di alcuni incentivi alla partecipazione da parte delle famiglie, è stato aperto lo sportello informativo Still Info, la cui gestione è stata affidata alla cooperativa Mag Venezia, ed è stata predisposta una guida informativa che sarà distribuita a tutti i partecipanti.

    Sito web:
    www.cambieresti.net.

    NEWS
    Pubblicazioni: Forum on-line sui conflitti ambientali
    Per promuovere un maggiore coinvolgimento di tutti coloro che hanno partecipato e parteciperanno alle attività dell'Osservatorio, da quest'anno è attivo un Forum on-line pubblico per gli studi, le tesi, gli articoli e le ricerche sul tema dei conflitti ambientali messi a disposizione da parte di tutti gli interessati. Per informazioni contattaci.

    Eventi: Fiera "Fà la cosa giusta"
    Dal 18 al 20 marzo 2005 si terrà nello spazio SuperstudioPiù in via Tortona 27 a Milano la Fiera "Fà la cosa giusta" (www.falacosagiusta.org): mostra-mercato organizzata da "Terre di Mezzo" con centinaia di prodotti, servizi e progetti per il consumo responsabile.

    Concorsi: Concorso Nazionale di Progettazione Partecipata e Comunicativa
    INU, WWF e ANCI promuovono la terza edizione del Concorso Nazionale di Progettazione Partecipata e Comunicativa 2004-2006. Il bando, in fase di stesura, sarà pubblicizzato nel primo semestre del 2005.

    Hanno contribuito a questo numero della Newsletter:
    Matteo Bartolomeo
    Matteo Zulianello
    Piero Giugni
    Carolina Pacchi
    Sara Seravalle
    Satia Marchese Daelli

    Per maggiori informazioni:
    Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali (www.conflittiambientali.it)
    c/o Avanzi Srl (www.avanzi.org)

    Via Rossetti 9, cap. 20145, Milano, tel. 02-36518110, fax 02-36518117
    Via Toledo 317, cap 80134, Napoli, tel. 081-405425, fax 081-405425
    info@avanzi.org

    Per essere cancellati dalla mailinglist e non ricevere più la Newsletter inviare un' e-mail a info@avanzi.org con oggetto "cancellami dalla mailinglist Newsletter".